giovedì 15 ottobre 2015

The Abbey: la mia soluzione

La mia soluzione di The Abbey (PC)



(La foto è stata scattata alla custodia originale del CD)



Premessa importante: se avrete piacere di leggere quanto scriverò, sappiate che pur scrivendo senza la rigidità del condizionale, ogni cosa che dirò sarà frutto esclusivo del mio pensiero personale. Non essendo io, di professione, un critico videoludico, non ho la pretesa di realizzare una recensione oggettiva ma baso ogni mia parola sulle sensazioni soggettive che il gioco mi ha dato man mano che lo svolgevo.
Non me ne voglia nessuno, quindi, se dico cose che differiscono dal parere altrui.

“The Abbey” è un’avventura grafica genere punta e clicca della casa Adventure Productions uscito alle vendite italiane nel 2009.
Si tratta di un gioco dalla trama inquadrabile nel thriller medievale, ambientata (in modo da richiamare il tipo di mistero che tanto piaceva ad Agatha Christie) in un luogo aperto ma, allo stesso tempo, chiuso rappresentato dalla cerchia muraria di un’abbazia dei secoli bui, nei quali il credo ed i dettami religiosi erano rigorosamente protetti dalla Santa Inquisizione e nella quale i luoghi di culto erano sede non soltanto della parola di Cristo ma anche dei più misteriosi ed inconfessabili segreti.
Proseguendo a leggere, soprattutto la parte riguardante la soluzione, si incontreranno molti spoiler importanti sulla trama che, essendo a sfondo giallo, possono influire sull'effetto sorpresa e suspence.
E’ vero che potremo muoverci liberamente per tutte le locazioni dell’abbazia ma, in ogni istante, a mano a mano che progrediremo con l’indagine, si avrà sempre più la sensazione di essere in realtà soffocati all’interno di un’unica stanza in compagnia dei nostri confratelli tra i quali si cela un brutale assassino.
Il tema narrato, con l’evolversi della vicenda, ricorda per alcuni versi il noto romanzo “Il nome della Rosa” di Umberto Eco, al quale la sceneggiatura del gioco un pochino assomiglia in alcuni caratteri distintivi, per i quali potremmo quasi dire che essa sia “liberamente tratta” dal capolavoro del grande scrittore italiano: gli omicidi all’interno dell’abbazia, la sua biblioteca quale luogo di riferimento, i misteriosi passati dei frati che la popolano, l’inquietante ombra dell’Inquisizione e un frate che, assieme al suo giovane e disincantato novizio, sono chiamati a risolvere il mistero…
La grafica del gioco è proposta in stile cartoon, personalmente piacevolissima e ben realizzata, con fondali ed interni ben dettagliati ed animazioni ben riuscite spesso realizzate, nei momenti topici, con l’alternarsi rapido di cambi di vista che aumentano l’atmosfera da thriller rendendo sempre più accattivante il perseguire lo scopo delle indagini.
La colonna sonora è molto molto buona, a partire dalla sequenza animata di introduzione e sino al gioco vero e proprio nel quale ogni locale ha un tema musicale di sfondo che lo identifica ad ogni accesso al suo interno; le scene topiche godono di un ottimo trattamento sonoro nel quale temi medioevali e gregoriani si fondono insieme a ricreare l’ambientazione storica degli inizi del secondo millennio.
I personaggi sono caratterizzati in modo preciso, suscitando effettivamente emozioni e sentimenti diversi: in loro potremo riconosceremo molti lati della personalità umana medioevale, caratterizzata spesso dalla superstizione e dalla paura del giudizio Divino, uniti al comune senso di simpatia e antipatia che ognuno inspira con il proprio carattere.
Il gioco è parlato dai personaggi in lingua inglese ma ogni dialogo è sottotitolato in italiano.
Trattandosi di giallo nel quale si succedono svariati omicidi ritroveremo, naturalmente, il tema della cattiveria che (sempre per citare la Christie) non muore mai…
Gli enigmi e gli indovinelli che dovremo risolvere sono classificabili, tutti, nella categoria di difficoltà media: taluni richiederanno un po’ di ragionamento mentre, nella stragrande maggioranza dei casi, ad aiutarci sarà il dialogo con gli altri personaggi.

1.   Avvertenze iniziali
Come detto il gioco si basa tantissimo con l’interazione mediante dialogo con gli altri personaggi: sarà quindi fondamentale esaurire sempre tutti gli argomenti proposti, anche più di una volta, se necessario, dopo l’evolversi degli eventi.
Non trascuriamo, quindi, nessuna possibilità di dialogo che a mano a mano tutti i personaggi ci offrono perché spesso, se ci trovassimo in difficoltà nel procedere, uno di loro potrebbe darci, parlando con noi, l’imbeccata che ci serve per sbloccarci.
Potrà capitare, inoltre, che in un dialogo noteremo i personaggi muovere le labbra senza che alcuna parola venga pronunciata e, in quei frangenti, sembrerà che il gioco si sia bloccato.
Non è così: si tratterebbe (secondo alcune fonti reperibili sul web) di un piccolo difettuccio di doppiaggio al quale basterà ovviare cliccando con il tasto destro del mouse.
Per le operazioni di salvataggio e caricamento partita (possibili in ogni momento del gioco) si potrà premere il tasto ESC per accedere al menù principale, selezionare l’azione voluta per ritrovarsi nell’archivio delle icone contenenti i nuovi salvataggi e le partite già salvate.
Per poter procedere occorrerà selezionare l’icona desiderata mediante doppio clic sinistro con il mouse.
Sarà possibile (esclusa la sezione di gioco in notturna) spostarsi rapidamente da una locazione all’altra dell’abbazia usando la mappa che si troverà (a partire dal primo capitolo del gioco) in basso a destra sullo schermo. Per accedervi basterà cliccarci sopra con il tasto sinistro del mouse e selezionare poi, mediante doppio clic, la locazione che si intende raggiungere.
Per accedere all’inventario occorre spostare il puntatore del mouse fino all’estremità superiore dello schermo; dall’inventario, per tornare alla schermata di gioco, basterà invece portare il puntatore verso l’estremità inferiore dello schermo.
Per analizzare un oggetto o un personaggio nella schermata di gioco dovremo cliccare su di esso con il pulsante sinistro del mouse mentre, per prendere un oggetto o parlare con un personaggio dovremo cliccare su di esso con il tasto destro del mouse: l’oggetto balzerà in primo piano e dovremo cliccarci col destro del mouse per inserirlo nell’inventario o sinistro per utilizzarlo o combinarlo con un altro oggetto.
Per analizzare un oggetto all’interno dell’inventario dovremo, invece, cliccarci sopra col tasto destro mentre con il sinistro selezioneremo l’oggetto per utilizzarlo.
Per far camminare i nostri personaggi in una direzione basterà cliccare una volta con il mouse (tasto sinistro) nella direzione voluta mentre con il doppio clic i nostri eroi correranno nella direzione voluta.
Il gioco procederà in modo che, senza aver completato del tutto una sessione di gioco, non sarà possibile proseguire oltre; inoltre, nelle situazioni pericolose, i nostri personaggi non potranno mai morire: quindi, anche se ci trovassimo faccia a faccia con un pericolo mortale, potremo stare tranquilli e trovare con calma la soluzione per uscirne indenni.

2.   Introduzione
Il gioco inizia con una lunga scena animata introduttiva nella quale vedremo, in una notte buia e tempestosa, il frate Leonardo da Toledo a cavallo insieme al suo novizio, Bruno di Capranegra che monta un somarello, percorrere gli stretti sentieri che si inerpicano verso la vetta di un cocuzzolo roccioso impervio sulla quale sorge l’abbazia di Nostra Signora della Natividad.
Ad un tratto, giunti dei pressi dell’ennesimo tornante, dall’alto di una balza superiore un monaco incappucciato ed irriconoscibile fa rotolare verso di loro un grosso macigno: l’asinello si spaventa e il povero Bruno viene scaraventato a terra proprio sulla traiettoria del masso. Solo il pronto intervento di Leonardo lo salva da morte certa.
Il suo maestro si lancia all’inseguimento dell’attentatore che però, dopo una curva del sentiero, inspiegabilmente scompare: sullo sfondo si staglia, minaccioso, il profilo dell’abbazia.
Al termine del filmato troveremo i nostri protagonisti davanti al portone di accesso del luogo sacro, trovandolo naturalmente chiuso: potremo, alla fine del dialogo, interagire con Leonardo e sarà il momento di iniziare il gioco.
TIRIAMO QUINDI LA CORDA sulla sinistra del portone per suonare la campana sopra di esso: giungerà un monaco di nome Egidio, custode, becchino e stalliere dell’abbazia ad accoglierci.
Raccontiamogli del nostro ritardo ed iniziamo ad indagare domandandogli di possibili pericoli al di fuori dell’abbazia e su presunte uscite notturne di confratelli dalla stessa.
Egidio non ci dirà nulla di particolare e ci condurrà all’interno, preannunziandoci un colloquio, l’indomani mattina, con il padre abate.
La mattina seguente, quindi, ci ritroveremo nell’ufficio dell’abate che, nel corso del gioco, scopriremo chiamarsi Andres.
Egli accoglie subito Leonardo, famoso per il suo acume, e il piccolo Bruno che è con lui: sapremo che suo padre, il Conte di Capranegra, lo ha affidato a Leonardo perché seguisse i suoi consigli come un discepolo e potesse diventare iniziato presso l’abbazia di Andres cui egli reca un dono, ossia un libro per la famosa biblioteca dell’abbazia, ricchissima di testi rari e dotata di ottimi copisti sempre al lavoro per preservare i capolavori letterari che essa contiene.
L’abate accetta di buon grado il dono e ci spiega il motivo per cui ha voluto convocare Leonardo presso l’abbazia: qui il nostro protagonista darà subito sfoggio delle sue grandi capacità intuitive, capendo immediatamente che egli vuole che si indaghi sulle circostanze relative alla morte di frate Anselmo, il vecchio custode dell’abbazia.
Chiedendo in merito all’abate scopriremo che egli è morto schiacciato da un turibolo di 90 kg che gli è caduto sulla testa nella cripta mentre si trovava in sua compagnia.
L’abate ci dirà anche dei legami di Anselmo con la biblioteca dell’abbazia e sapremo che questa è luogo, la notte, di misteriosi eventi nei quali luci e rumori sinistri si succedono turbando la tranquillità della comunità.
Sapremo anche che sulla biblioteca vige un rigido regolamento per il quale soltanto il bibliotecario ed il suo assistente hanno libero accesso a tutti i suoi locali mentre agli altri non è permesso entrarvi se non per consultare e leggere libri.
Ci dirà anche che non tutti i testi della biblioteca potranno essere consultati dal momento che, alcuni di essi, sono considerati opere d’arte e potrebbero essere danneggiati dal frequente e prolungato maneggio.
Leonardo accetterà l’incarico a patto di poter interrogare liberamente tutti i confratelli, anche saltando le celebrazioni se necessario: l’abate acconsentirà a patto di rispettare il regolamento della biblioteca: a nulla varranno le proteste di Leonardo, anche a causa del sopraggiungere di frate Segundo, priore dell’abbazia, che dimostra subito pochissima simpatia per Leonardo, auspicando che sul caso possa intervenire ed indagare la Santa Inquisizione.
La scena termina con il diniego del permesso ad accedere ai locali vietati della biblioteca e con il consiglio, dell’abate, di cominciare ad indagare dalla stalla dove è custodito il turibolo che ha ucciso Anselmo.

3.   Parte I:  SCRIPTORIUM  DELIBERATIONIS

Stalla
Troveremo Egidio intento a sistemare l’asinello di Bruno ed il nostro cavallo. PRENDIAMO LA FUNE arrotolata attorno ad un gancio incastrato nel palo li vicino ed avviciniamoci al becchino.
Parlandoci ed esaurendo tutti gli argomenti sapremo che non è felice di fare lo stalliere e, riguardo alla morte di Anselmo, ci dirà di non credere alla teoria del mistero e del maligno, ritenendo molto più semplice quella dell’incidente dato che egli stesso è stato testimone diretto del fattaccio: insieme a Nicolas, il fabbro e Goffredo, l’assistente bibliotecario, stava tirando la fune per issare il turibolo quando questa si è spezzata.
Sotto il turibolo c’erano sia Anselmo che l’abate ma, mentre quest’ultimo riuscì a salvarsi, per Anselmo non ci fu scampo.
Egidio ci dirà anche che il turibolo è custodito all’interno della stalla: basterà quindi proseguire verso il fondo della stessa per vederlo.
ESAMINIAMO IL TURIBOLO DA VICINO per scoprire, sull’estremità libera della fune cui esso è collegato, una macchia rossa.
Bruno pensa che sia sangue ma una dettagliata e corretta disamina di Leonardo ci farà capire che si tratta, invece, di inchiostro rosso: un altro segnale che porta verso la biblioteca.
Prima di uscire dalla stalla ESAMINIAMO LE BORSE del cavallo e dell’asinello per recuperare la bussola di Leonardo.

Casa dell’abate
Un colloquio breve con Segundo, nel suo ufficio, ci farà comprendere come egli non nutra simpatia alcuna nei nostri confronti e che non vede l’ora di vederci fuori dai piedi.
All’interno dell’ufficio dell’abate chiediamo nuovamente di poter esaminare la biblioteca, ricevendone un ulteriore rifiuto: per entrare la dentro bisognerà arrangiarsi…

Chiesa
Entrando in chiesa noteremo come il pavimento sia spesso sede di tombe: esaminiamole tutte.
Esaminiamo la vetrata di San San Torcuato quindi procediamo verso il campanile: in alto, vicino alla campana noteremo la presenza di una piuma di volatile nei pressi di un nido. Per adesso non possiamo prenderla, quindi torniamo all’ingresso principale.
Dirigendosi verso l’altare esaminiamo l’affresco quindi, nella navata principale, esaminiamo tombe, fonte battesimale e panche.
La porta della Sala Capitolare è chiusa, così come quella della Cripta: vicino a questa porta, tuttavia, potremo prendere la candela; prima di uscire esaminiamo il crocifisso sull’altare.
Tornati all’ingresso principale potremo dirigerci verso le celle dei monaci: sono tutte chiuse eccetto la nostra, nella quale non troveremo nulla di interessante a parte una tenda separé che non serve a nulla ed i letti nei quali, ovviamente, non possiamo riposare avendo un’indagine da condurre.
Torniamo indietro e dirigiamoci, ora, verso il Chiostro dove faremo conoscenza con padre Arcadio, anziano giardiniere dell’abbazia.
Il vecchio monaco sembra essere un po’ “rintronato”: è alle prese con una pianta di nome Clotilde con cui egli parla come fosse una persona, dedicandole amorevoli cure ma senza, effettivamente, ottenere buoni risultati.
Non sembra poi così gioviale con noi ma, interrogandolo sino ad esaurire tutti gli argomenti, sapremo che egli vive all’interno dell’abbazia sin da quando era un ragazzino, dimostrando, nel suo racconto, di non avere una memoria ferrea.
Sembra dispiaciuto per la morte di Anselmo che definisce “…un brutto colpo…” e della quale è stato informato circa i modi con cui essa è avvenuta.
Ci darà modo di intendere che egli ritiene l’accaduto come una conseguenza del male che aleggia attorno all’abbazia e ci dirà che Clotilde “sa” cosa sta accadendo e dirà di volerlo rivelare solo a Bruno.
Il ragazzo si avvicina alla pianta e…non accade nulla (…ovviamente…): non sapremo altro, quindi possiamo uscire.

Pozzo
Esaminiamo la fune del pozzo e poi proviamo a tirarla: Bruno si offrirà di aiutarci e finirà trascinato sul fondo dello stesso.
Lanciandogli la fune presa nella stalla (basta usare la fune con la carrucola del pozzo) lo aiuteremo a risalire: ovviamente il ragazzo si dimenticherà di portare su il secchio, facendo risentire Leonardo.
Saremo automaticamente trasferiti alla nostra cella, in Chiesa, dove Bruno si sarà cambiato la veste lasciando quella bagnata ad asciugare.

Biblioteca
Una volta entrati procediamo verso il passaggio dove noteremo un monaco che cerca di nascondersi: è Goffredo, l’aiutante bibliotecario.
Interroghiamolo esaurendo ogni argomento per scoprire diverse, utili, cose: negherà di essersi nascosto da noi, asserendo di volersi solo riposare un po’, quindi ci dirà che se vogliamo trovare dell’inchiostro rosso dovremmo salire sino allo Scriptorium.
Una volta che Goffredo si sarà recato al suo tavolino interroghiamolo di nuovo a fondo per sapere che non conosceva bene Anselmo ma sapeva che, pur essendo molto colto ed intelligente, peccava spesso di presunzione ed era per questo inviso a molti: non per questo egli sospetta che possa essere stato assassinato, ritenendo la caduta del turibolo un fatto del tutto fortuito.
Ci confermerà che, al momento dell’incidente, insieme ad Anselmo c’era l’abate, scampato miracolosamente alla morte e sapremo che, in quel frangente, il custode stava riferendo all’abate circa strane luci notturne provenienti dalla biblioteca, accompagnate da strani ed inquietanti suoni molto simili ad ululati.
Egli ci racconterà che, secondo una credenza diffusa nell’abbazia, il vecchio bibliotecario, devoto ad esoterismo e pratiche occulte, morì suicida diverso tempo prima e che adesso si manifesti, di quando in quando, all’interno della biblioteca, la notte, sotto forma di fantasma.
Verremo a scoprire che nella comunità dei frati non c’è sintonia perfetta tra tutti, ma i piccoli screzi esistenti non vanno al di la della comune gestione della convivenza tra più persone.
Da Goffredo non sapremo altro: possiamo dirigerci verso la sala dell’indice.
Qui noteremo, sulla parete di destra, un bassorilievo a mosaico di tessere: esaminandolo a fondo noteremo che manca una piastrellina sul disegno raffigurato.
Esaminiamo l’indice dei libri contenuti in biblioteca quindi prendiamo, dal tavolo, i fogli bianchi ed usciamo.
Saliamo sino al piano superiore per incontrare Umberto, il traduttore.
Egli non è un campione di simpatia e ci farà notare subito come non apprezzi il fatto che ci avviciniamo o curiosiamo attorno alla sua scrivania.
In fondo alla stanza, in alto, troveremo una statuetta della Vergine Maria che per ora non potremo esaminare.
Parlando con lui di tutti gli argomenti disponibili, sapremo che è iper oberato di lavoro da svolgere, essendo egli l’unico traduttore dell’abbazia.
Ritiene che la morte di Anselmo sia imputabile solo ad un fortunoso incidente e che l’ex custode fosse molto intelligente e preparato ma troppo superbo; dice di non   assolutamente alle teorie del fantasma della biblioteca e, per ora, da lui non sapremo altro.
Saliamo al piano di sopra dove, innanzi alla porta dello Scriptorium, troveremo di guardia Marcello, il bibliotecario.
Egli, uomo ligio al dovere ed all’osservanza delle regole, ci dirà nel dialogo con lui che affronteremo esaurendo ogni argomento, che non farà eccezione circa gli ingressi allo scriptorium: solo i copisti potranno accedervi.
A questo punto, dopo che Bruno avrà parlato, chiederemo a Marcello come potremmo far diventare il nostro novizio un copista: Marcello ci dirà che c’è un esame da superare, consistente nella traduzione in latino e poi nella copia della prima pagina di un libro chiamato “Hortus Tuus”, il cui originale è in greco.
Si tratta di un libro di giardinaggio e potremo, per averlo, chiederlo a Goffrefo; Marcello ci dirà anche che Bruno dovrà possedere una penna sua e alcuni fogli bianchi per poter affrontare l’esame.
Parlando d’altro sapremo che egli considera l’incidente in cui è morto Anselmo come una conseguenza del male che aleggia tra le mura dell’abbazia e che Anselmo era una persona estremamente edotta e curiosa, bramosa di aumentare sempre più la propria conoscenza: una persona altamente istruita ma altrettanto presuntuosa.
In una occasione egli chiese di poter consultare uno dei libri proibiti custoditi nell’archivio, la qual cosa gli valse un’ammonizione da parte dell’abate: alcuni testi della biblioteca non possono, per via degli argomenti trattati, essere consultati e letti.
Sapremo anche la biblioteca dell’abbazia è arcinota per la ricchezza di contenuti e per la qualità dei suoi copisti: alcuni dei testi in essa contenuti sono capolavori artistici che, per scelta, non possono essere consultati per paura che possano essere danneggiati.
Marcello non crede alla storia del fantasma della biblioteca, ritenendola una fantasia di Anselmo e non pensa neppure che qualcuno possa intrufolarsi di nascosto, la notte, dentro di essa perché dopo il tramonto viene chiusa a chiave.
Ci dirà anche che non crede nel suicidio del suo predecessore dal momento che nessun uomo timorato di Dio potrebbe togliersi la vita: egli, a sua detta, fu vittima di un incidente a seguito del quale morì bruciato dalla fiamma di un lume che aveva con se nel momento in cui cadde inciampando a terra al momento di chiudere la biblioteca.
Da lui non sapremo altro, quindi potremo scendere al piano terreno da Goffredo per chiedergli in prestito l’ “Hortus Tuus”: sapremo, però, che il libro non è disponibile essendo stato prestato il giorno prima ad Arcadio.
Goffredo ci avviserà inoltre della difficoltà dell’esame da copista, essendo Marcello molto esigente nei confronti degli aspiranti.

Chiostro
Chiediamo ad Arcadio di poter avere il libro per la traduzione: egli ci dirà che ce lo cederà soltanto in cambio di un’altra pianta di Genziana che pianterà vicino a Clotilde per farle avere compagnia.

Ospedale
Una volta entrati scopriremo che il  medico erborista è Eladio, un vecchio amico di Leonardo: i due fecero il seminario assieme ed adesso, parlando con lui di ogni argomento disponibile, scopriremo che egli non crede affatto alla storia del diavolo quale causa della morte di Anselmo.
Egli non ritiene che l’ex custode fosse una persona cordiale e ci dirà che l’incidente in cui perse la vita potrebbe essere sì un fatto fortuito ma anche voluto…
Conosce bene l’ “Hortus Tuus”, ritenendolo un pessimo volume di giardinaggio e ci regalerà un barattolo di semi di genziana raccomandandoci di restituirgli il recipiente integro: immagina che i semi siano per Arcadio e ci avviserà del fatto che il contenitore è difficile da aprire, avendo il tappo piuttosto duro da ruotare.
Egli non crede, inoltre, che Anselmo, colto e intelligente, potesse credere alla storia del fantasma: da lui non sapremo altro e, prima di uscire, prendiamo la padella vicino alla porta e analizziamo per bene tutto l’interno dell’ospedale.

Cucina
Faremo la conoscenza di frate Martin, il cuoco dell’abbazia. Dopo aver analizzato la cucina nel dettaglio, parliamo con lui di ogni cosa possibile, scoprendo che egli è un ottimo cuoco: ci chiederà di indovinare le spezie che sta usando per preparare la zuppa, ma al momento non sapremo cosa rispondere.
Ci prenderà in giro, dicendoci di averle avute da Eladio, quindi ci dirà che crede fermamente nella presenza del maligno tra le mura dell’abbazia e nel fantasma della biblioteca, individuato da lui nel presunto spettro di frate Eustachio, il bibliotecario presunto suicida, che aveva l’uso di praticare le arti oscure.

Ospedale
Torniamo da Eladio per sapere che le spezie da lui date a Martin sono il timo e l’origano.

Cucina
Ora siamo in grado di indovinare le spezie che Martin usa per la zuppa: ci saremo così guadagnati la fiducia e la stima del cuoco che ci accorderà il permesso di muoverci tra pignatte e scaffali liberamente.
Sapremo anche che la cena viene servita la sera subito dopo i Vespri.

Chiesa
Andiamo verso la nostra cella e, una volta dentro, usiamo la padella con LA VESTE di Bruno per raccogliere da esso una certa quantità d’acqua.

Cucina
Martin ci acconsentirà di mettere la padella piena d’acqua sul fuoco: dopo averlo fatto, usiamo il contenitore dei semi con la padella e, finalmente, quando il calore avrà allentato il vetro, potremo svitare il tappo ed avere ciò che Arcadio vuole.

Chiesa
Presso il chiostro diamo i semi di genziana ad Arcadio dal quale, dopo un breve scambio di battute e di trattativa, avremo finalmente l’ “Hortus Tuus”.

Biblioteca
Portiamo ad Umberto il libro appena ricevuto pregandolo di tradurne la prima pagina per noi: egli acconsentirà, ma ci dirà di passare a prendere la traduzione dopo una settimana.
Non possiamo aspettare tutto questo tempo, ma egli sarà inamovibile: deve prima terminare un sacco di lavoro e, oltretutto, ha molta fame.

Cucina
Proviamo a mettere un po’ di zuppa dentro il contenitore di Eladio, ma Martin ce lo impedirà. Chiediamo allora a Bruno di distrarre il cuoco con una scusa: mentre i due pregano, riproviamo il tentativo precedente e stavolta riusciremo a “rubacchiare” una porzione di cibo.
Recuperiamo Bruno e usciamo.

Biblioteca
Portiamo la zuppa a Umberto che ci ringrazierà, ma nulla di più. Diamogli nuovamente il libro chiedendogli ancora una volta di tradurlo per noi subito.
Dopo qualche riluttanza lo farà e, finalmente, avremo a disposizione ciò che ci serve perché Bruno passi l’esame per diventare copista.
Avendo già i fogli bianchi (quelli presi nella stanza dell’indice) manca, ormai, solo la penna…

Chiesa
Torniamo al campanile e proviamo a tirare la corda della campana: non potremo farlo perché l’addetto a suonarla è Egidio. Bisogna trovarlo.

Cantina della cucina
Troveremo Egidio sbronzo ed addormentato ai piedi di una botte: chiamiamolo per nome ma non si sveglierà.
Svitiamo allora il tappo della botte sopra di lui per far si che a ridestarlo sia un copioso fiotto di vino: il custode si alzerà correndo a suonare l’Ora Terza. Nella scena animata vedremo cadere la piuma dal nido sino al pavimento.

Chiesa
Torniamo ancora al campanile e raccogliamo la piuma caduta: abbiamo la penna per Bruno, è ora di affrontare l’esame da copista.

Biblioteca
Andiamo a parlare con Marcello dicendogli che Bruno è pronto per l’esame da copista: basterà attendere la fine delle animazioni per avere, finalmente, il permesso per entrare dentro lo scriptorium.
Qui troveremo 3 copisti al lavoro ma potremo parlare solo con uno di loro: si tratta di Tomas da Rotterdam, che parlando con noi di tutto ciò che appare nel menu delle scelte, ci dirà come egli sia entusiasta del suo lavoro, del poterlo svolgere in biblioteca in mezzo ai libri.
Apparirà come un ragazzo di grandissima cultura che, attualmente, sta lavorando su un testo di minerali sconosciuti e sull’ “Orcurità”, una pratica alchemica antica.
Ci dirà come non ritenesse Anselmo una persona simpatica e come egli non creda alla sua morte causata dal maligno, ritenendo il demonio un nemico implacabile ma rispettabile come tutti gli avversari da combattere.
Finito di parlare con lui potremo esaminare la scrivania alla sua destra, scoprendo che in essa compare una macchia rossa del tutto simile a quella rinvenuta sul turibolo: forse Anselmo è stato qui?
Proviamo ad aprirla scoprendo che è chiusa a chiave: in quel momento entrerà Goffredo nello scriptorium.

Cimitero
Troveremo Egidio in versione becchino: ci dirà che non sa dove sia sepolto Eustachio che, essendosi suicidato, non meritava sepoltura in terra consacrata.
Chiediamogli se ha con se le chiavi delle scrivanie dello scriptorium, ma ci dirà di non possederle; chiediamogli allora di aprirci la cella di Anselmo ed egli, dopo un po’ di riluttanza, accetterà di farlo.

Chiesa
Da ora in poi la stanza di Anselmo resterà aperta. Entriamo, esaminiamo tutto quanto c’è dentro e prendiamo, da sopra il mobiletto, il libro dei Canti di Salomone.
In questo modo cadrà a terra una piccola chiave, la Chiave di Anselmo, che dobbiamo prendere.

Biblioteca
Saliamo allo scriptorium ed usiamo la Chiave di Anselmo con la serratura della scrivania chiusa che, finalmente, si aprirà.
All’interno vi troveremo una pergamena con su disegnata una strana ed inquietante scena a carattere demoniaco ed arcano.
Prendiamo la pergamena e saremo immediatamente avvicinati da Goffredo che ci intimerà di uscire, essendo fattasi l’ora di chiusura della biblioteca.
Chiediamo a Goffredo come facesse Anselmo ad avere accesso alla biblioteca e saremo informati dal fatto che egli era un copista, poi declassato a custode a causa della sua arroganza.
Una scena animata ci porterà direttamente a cena…

Refettorio
Durante la cena l’abate ci chiederà un resoconto sulle indagini, ma ancora non potremo sbilanciarci su nulla.
Faremo poi la conoscenza di Nicolas, il fabbro, che per tutta la giornata non è stato presente all’abbazia: ci dirà, infatti, che si era recato a far scorte di materiali e che, il giorno dopo, ci aspetta alla fucina per una chiacchierata dal momento che c’è qualcosa, nella morte di Anselmo, che non lo convince affatto.

Chiesa
Una scena animata ci mostra Leonardo, dormiente, in preda agli incubi nei quali si vede una figura sconosciuta e minacciosa.
Vedremo anche un’ombra all’interno della cella dei nostri eroi; al risveglio chiediamo a Bruno se è uscito durante la notte e, soprattutto, se rientrando si è ricordato di chiudere la porta.
Bruno negherà ma il fatto era chiaro: qualcuno ha rubato la pergamena presa dalla scrivania di Anselmo e il ladro potrebbe essere Goffredo dal momento che, all’improvviso, giunge trafelato Eladio ad informarci che l’assistente bibliotecario è scomparso…

4.   Parte II:  ACONITUM  CONDITIO

Casa dell’abate
Sia l’abate che il priore, con toni e modi diversi, ci chiederanno di ritrovare al più presto Goffredo: in particolare, Segundo inizierà a fare pressioni su Andres perché intervenga la Santa Inquisizione a risolvere il problema.

Cimitero
Entriamo nella baracca ed esaminiamo tutto. Spostiamoci quindi in fondo al locale per notare un’asse di legno appoggiata alla parete dietro la quale si cela qualcosa.
A terra, esaminando bene, troveremo una macchia di sangue ed esaminando successivamente l’asse di legno scopriremo, dietro di essa, il cadavere di Goffredo.
Nella scena animata successiva vedremo Bruno correre via spaventato a morte gridando ai quattro venti la notizia funesta, vanamente pregato da Leonardo di mantenere il controllo.

Ospedale
Eladio ci dirà che Goffredo è morto a causa dell’impatto dietro la nuca con un corpo contundente: chiunque sia stato non aveva premeditato il delitto ed ha nascosto il corpo dell’assistente bibliotecario alla bene e meglio, forse in attesa di poterlo occultare con cura.
Questo avrebbe offerto a Leonardo un vantaggio sull’assassino ma ora, a causa dell’inaccortezza di Bruno, l’omicida sa che il cadavere è stato trovato e il piano è fallito.
Sapremo anche che, a differenza di Anselmo, Goffredo non creava problemi alla comunità e che Eladio è esperto nella preparazione di alcuni veleni: in particolar modo ci dirà che la belladonna, preparata in un certo modo, può diventare un potente sonnifero.
La ricetta per far ciò, che egli non ricorda, è contenuta nel libro “Herbula velenosa”, disponibile alla biblioteca.

Fucina
Entrando esaminiamo sull’ingresso una botte chiusa contenente carbone, ed un’ altra a fianco per ora sconosciuta.
A terra vedremo un soffietto funzionante che prenderemo e noteremo, appeso ad una colonna, un tagliaerbe danneggiato che non potremo prendere.
Avviciniamoci a Nicolas indaffarato al lavoro e, prima di parlare con lui, prendiamo un po’ di carbone dalla botte piena vicino al fabbro.
Parlando di tutto e di più col giovane frate sapremo che il giorno prima era via dall’abbazia per ordine di Segundo che gli chiese di andare a far scorta di carbone per la fucina: Nicolas, di solito, va via per rifornimenti due volte al mese e quando viaggia sta fuori in genere per due giorni.
Non ha mai avuto incidenti di sorta durante i suoi spostamenti e ci dirà che Goffredo, a differenza di Anselmo, in apparenza non aveva nemici.
Ci dirà che non crede alla storia della malvagità insita nell’abbazia ma non nutre simpatie né per Umberto, né per Egidio: dimostra inoltre di essere un ottimo fabbro anche se, in cuor suo, vorrebbe poter avere, nel suo lavoro, un aspetto artistico e creativo che Segundo gli ha sempre negato.
Sapremo anche che, prima di Segundo, il Priore dell’abbazia era il povero Arcadio.
Affidiamogli la nostra bussola e poi lasciamolo al suo lavoro.

Cucina
Parliamo con Martin per sapere che, questa sera, mangeremo di nuovo zuppa. Sapremo poi che Goffredo poteva chiudere la biblioteca dal di dentro perché conosceva un passaggio sconosciuto ai più che da lì conduce sino alla Chiesa; Martin non crede che, ad uccidere Goffredo, possa essere stato uno di loro.

Biblioteca
Tomas è stato nominato nuovo assistente bibliotecario: per questo lo troveremo al pianterreno intento a riordinare alcuni libri, tra i quali c’è proprio “Herbula velenosa”.
Chiediamogli in prestito il volume e copiamo la ricetta del sonnifero, per la quale scopriremo di dover distillare un intruglio a base di tabacco, belladonna e timo.
Salendo al primo piano, parliamo con Umberto che, spaventato dal nostro arrivo improvviso, farà cadere alcune carte tra le quali potremo riconoscere la pergamena rubataci la notte scorsa.
Umberto si affretterà a nasconderla tra le pagine di un libro e, interrogato a proposito, negherà contro ogni evidenza il fatto: serve un piano per rientrarne in possesso.

Cimitero
Torniamo ad esaminare il luogo in cui è stato ritrovato il cadavere di Goffredo: a fianco al punto dove era nascosto il povero frate, troveremo una pala che prenderemo con noi in inventario.

Ospedale
Parliamo con Eladio per sapere che, se vogliamo una foglia di belladonna, dobbiamo chiedere ad Arcadio dal momento che Clotilde, in realtà, non è una genziana ma, appunto, una belladonna.

Casa dell’abate
Parliamo con l’abate per chiedergli di poter visitare la cripta dell’abbazia: egli acconsentirà con entusiasmo. Una volta giunti laggiù, ci dirà che essa rappresenta il fiore all’occhiello di quel luogo e che in essa è conservato un immenso tesoro che egli ha il dovere di moltiplicare per “…amore verso Dio…”.
Entrando nella cripta noteremo subito, sulla sinistra, un bassorilievo raffigurante un disegno, se non uguale, molto simile a quello che avevamo visto sulla pergamena di Anselmo: l’abate ci dirà che esso risale allo stesso tempo in cui l’abbazia venne costruita.
Avvicinandosi al tesoro, Andres si dirà orgoglioso di poterlo custodire e assolutamente certo della sua sicurezza dal momento che, l’unica chiave che da accesso alla cripta, è custodita da lui stesso: dal momento che qualcosa lega i misteri di Anselmo con la cripta, è bene che la si possa esaminare indisturbati.
Chiediamogli di poter vedere la chiave e l’abate acconsentirà: dopo averla estratta dal saio ce la porgerà: usiamo ora la chiave della cripta con la candela dell’inventario per averne un calco preciso.
Possiamo ora restituire la chiave all’abate ed uscire dalla cripta.

Fucina
Diamo a Nicolas il calco della chiave della cripta e chiediamogli di poterne avere un duplicato: dopo qualche reticenza circa le tempistiche ci dirà di passare a prenderla più tardi.

Casa dell’abate
Parlando con Egidio nel cortile sapremo che l’abate non è ancora rientrato. Andiamo nella sala di attesa e, dopo esserci guardati attorno, esaminiamo la finestra sulla parete opposta alle scale.
Leonardo dirà di non poterci arrivare: chiediamo a Bruno di farci da ponte in modo da poter giungere ad aprire la finestra e farci, così, una bella passeggiata sul cornicione fino alla finestra dello studio dell’abate.
Una volta entrati all’interno, esaminiamo la scrivania per trovare un cassetto. Esaminiamo anche il cassetto per rinvenire una chiave.
Esaminiamo poi l’armadio a destra per trovare uno scrigno: esaminiamo anche lo scrigno per trovarci dentro del tabacco, di cui dovremo prendere una foglia.
Dirigiamoci verso la porta di accesso che apriremo con la chiave appena trovata: prima di uscire dalla stanza, in automatico, Leonardo rimetterà tutto a posto.
Al di fuori ci aspetta Bruno, con il quale lasceremo la dimora dell’abate.

Chiesa
Andiamo al chiostro dove, parlando con Arcadio, sapremo che egli crede alla storia del diavolo dentro l’abbazia.
Proviamo a prendere i suoi attrezzi e ci guadagneremo un bel rimprovero: chiedendogli, però, della falce egli ci chiederà di portarla a Nicolas perché la possa affilare.
Ci dirà anche di aver richiesto appositamente un tagliasiepi, per il quale non è mai stato accontentato.

Fucina
Diamo la falce a Nicolas che la riparerà immediatamente: non ha ancora preparato il duplicato della chiave, basterà tornare più tardi.

Chiesa
Torniamo al chiostro dove useremo la falce con Clotilde per prenderne una foglia: Arcadio si arrabbierà, ma ora abbiamo anche la belladonna.

Cucina
In un’ampolla che si trova tra la padella sul fuoco e la sala refettorio troveremo il barattolo del timo, dal quale ne prenderemo un po’.

Ospedale
Mettiamo nel mortaio il tabacco, la foglia di belladonna ed il timo. Tritiamo bene gli ingredienti ed avremo la miscela giusta da distillare per ottenere il sonnifero: il tutto verrà messo all’interno del barattolo di Eladio.
Prima di uscire, prendiamo la provetta che si trova vicino alla candela sul tavolo.

Pozzo
Usiamo il contenitore di Eladio per aggiungere acqua dal secchio alla mistura da distillare.

Cantina della cucina
Dirigiamoci in fondo alla stanza dove troveremo un grosso distillatore. Esaminandolo bene, scopriremo che il beccuccio di uscita è rotto.
Usiamo la provetta su di esso per ripararlo, quindi mettiamo sotto il grande attrezzo del carbone (va messo usando il carbone sulla cenere), quindi usiamo il barattolo di Eladio sul collo di entrata.
Non resta che accendere il fuoco: torniamo indietro sino alla sala delle botti per prendere la torcia che useremo con il carbone.
Automaticamente Leonardo userà il soffietto sul fuoco per ravvivare la fiamma: abbiamo, finalmente, il sonnifero.

Cucina
Chiediamo nuovamente a Bruno di distrarre Martin (…che ben sa che la cosa serve a Leonardo per “rubare” un po’ di zuppa…) ed usiamo nuovamente il barattolo di Eladio con la zuppa.

Biblioteca
Diamo il barattolo di zuppa ad Umberto che, dopo aver negato nuovamente di avere la pergamena, finirà nel mondo dei sogni dandoci via libera per agire: esaminiamo il libro che sta traducendo ma non troveremo traccia del foglio che cerchiamo.
Esaminiamo allora la statuetta della Vergine in fondo alla stanza per scoprire che è cava: all’interno troveremo la pergamena di Anselmo.

Fucina
Nicolas ha preparato il duplicato della chiave della cripta: dopo che ce lo avrà dato, un frate allarmato ci dirà che Umberto è morto avvelenato.

Biblioteca
La scena animata mostrerà il corpo di Umberto steso a terra, con intorno l’abate, il priore, Eladio, Marcello e Tomas.
Leonardo noterà un particolare importantissimo che rivelerà solo in un secondo momento e l’analisi del cadavere rivelerà che, a dispetto delle prime voci, il traduttore è stato strangolato.

5.   Parte III: NOX

Chiesa
Inizieremo dall’androne di ingresso e dovremo recarci sino al cancello che chiude la discesa nella cripta: qui usiamo la chiave duplicata con la serratura per poter scendere di sotto.
Una volta arrivati, usiamo la pergamena di Anselmo con il bassorilievo per notare la presenza di 3 differenze tra dipinto e scultura.
Dovremo quindi “premere” il bassorilievo in corrispondenza di queste differenze (che potremo ben notare esaminando la pergamena a parte) che nascondono 3 pulsanti rudimentali. L’ordine nel quale vanno premuti è il seguente:
·         Gli omini del riquadro in basso a destra;
·         La bocca del demone al centro;
·         Le due teste vicino al serpente nel riquadro in alto a sinistra.
Una volta fatto ciò scatterà un meccanismo che aprirà un passaggio verso un’area segreta: attraversiamo la nuova porta e ci ritroveremo nell’ossario dell’abbazia.
Troveremo davanti a noi 3 porte, ma prima di attraversarle per capire dove conducono, dal mucchio d’ossa in alto a sinistra prendiamo il femore.
Accanto alla porta al centro c’è una grafia che va esaminata: scopriremo che si tratta di una sorta di “Codice da Vinci”, ossia di uno scritto leggibile solo attraverso uno specchio.
Attraversando la porta troveremo una stanza vuota: in essa, esaminando la parete in fondo, troveremo un mattone interagibile che, per ora, non si muove.
Torniamo nella sala dell’ossario e dirigiamoci nelle due stanze laterali: in entrambe si trova una statua con vicino un rudimentale orologio a lancette: esse si muovono agendo sul braccio libero della statua ma noteremo ben presto che, alla statua presente nella sala superiore, manca proprio il braccio.
In essa, quindi, usiamo il femore sul foro per ottenere un arto fittizio manovrabile.
Appare chiaro che qualsiasi segreto si celi in queste stanze verrà fuori ottenendo sugli orologi la giusta combinazione di ore: come fare?
Torniamo nuovamente nell’ossario e dirigiamoci verso la grafia “davinciana”: non avendo uno specchio, chiediamo a Bruno di consegnarci il materiale da copista.
Usiamo l’inchiostro con la scritta ed applichiamoci sopra i fogli bianchi, quindi usiamo il mattarello sui fogli per stampare bene la calligrafia sul rudimentale stampo appena realizzato.
La scritta ora sarà leggibile e si rivelerà essere una citazione della “Genesi X, I”.
Rechiamoci quindi nella sala inferiore ed usiamo il braccio della statua sino a che l’orologio non indica le ore I, poi andiamo nella sala in alto ed usiamo il femore incastrato nella statua finché l’orologio non indica le ore X.
Sentiremo nuovamente scattare un meccanismo: rechiamoci nella stanza centrale e andiamo ad usare la mattonella nel muro in fondo che prima non si muoveva.
Si aprirà un passaggio segreto che porta fuori dalla cripta.

Esterno abbazia
Ci ritroveremo all’esterno dell’abbazia, nelle zone comuni del luogo. ATTENZIONE: di notte la mappa non funziona, quindi dovremo raggiungere a piedi tutte le locazioni desiderate.

Biblioteca
Giunti davanti alla biblioteca noteremo che, all’interno, c’è una luce accesa. Fantasma o assassino che sia, bisogna scoprire chi è e che cosa sta facendo.
Entriamo attraverso la porta (che è aperta) e saliamo sino allo scriptorium. Sembra che “l’ospite” sia al di la del cancello che conduce agli archivi ma, purtroppo, non abbiamo al chiave per aprirlo.
Esaminiamo la colonna ornata nell’angolo vicino al cancello e scopriremo come, probabilmente, l’apertura del cancello si ottenga agendo sui vari strati della colonna che, quasi certamente, possono ruotare l’uno rispetto all’altro.
Bisogna scoprire la combinazione giusta che, sicuramente, era ben nota ad Anselmo…e questi potrebbe averla avuta con se al momento della sua morte…

Cimitero
Andiamo fino alla parte posteriore del cimitero nella quale sarà disponibile l’area dove si trova la tomba di Anselmo.
Usiamo la pala con Bruno per convincere (non senza fatica) il nostro novizio a scavare la terra per dissepellire il corpo di Anselmo.
Una volta fatto esaminiamo il saio del cadavere e poi le sue mani serrate per trovare lo schema che decifra il mistero della colonna.

Biblioteca
Torniamo allo scriptorium e usiamo la pergamena appena ritrovata con la colonna: ci impiegheremo molto poco a far funzionare i meccanismi e quindi ad aprire il cancello che va agli archivi.
Dopo un lungo percorso su passatoie di legno che si arrampicano verso l’alto troveremo gli scaffali dei libri: esaminando gli archivi Leonardo capirà come mai è vietato a tutti l’accesso in questa zona.
La biblioteca dell’abbazia contiene un grandissimo numero di testi alchemici, eretici, demonologici, esoterici e proibiti dalla cristianità. Perché si trovano qui?
Una lunga scena animata ci mostrerà l’assassino in fuga, reso irriconoscibile dal cappuccio che gli copre la testa.
Leonardo proverà ad inseguirlo ma il tutto sarà vano: la sua corsa terminerà in una stanza inquietante da esaminare tutta: in essa, sul pavimento, è stato tracciato un Pentacolo con sangue umano attorno al quale si trovano candele accese.
E’ certamente un rito satanico ma la sorpresa più grande è rappresentata dal libro aperto sul leggio li vicino: esaminando il testo, scopriremo che esso è il dono che il padre di Bruno ha offerto all’abate Andres.
Si tratta di un trattato di demonologia e, da esso, mancano due pagine.
Leonardo comincerà ad avere dei sospetti ma purtroppo si sta facendo tardi: occorre uscire da li prima che albeggi ed un rumore che sembra quello di una serratura che si chiudeva fa pensare che l’assassino ci abbia chiuso dentro…
Dobbiamo adesso ritrovare il passaggio che usava Anselmo per uscire di nascosto dalla biblioteca.
Usciamo dallo scriptorium e dirigiamoci verso l’ufficio di Marcello che è ora esplorabile.
Esaminiamo il lenzuolo per terra e sotto vi troveremo una strana mattonella che dovremo prendere.
Scendiamo fino alla sala dell’indice ed usiamo la mattonella sul bassorilievo: si aprirà un passaggio segreto dietro lo scaffale dal quale potremo uscire.

6.   Parte IV: DEFUNGOR  PECATORES

Chiesa
Assisteremo, in una scena animata, al funerale di Umberto.

Casa dell’abate
Durante una riunione, l’abate insieme al Priore, ci comunicheranno di averci sollevati dall’incarico, non avendo conseguito risultati nell’indagine.
A poco varranno i tentativi di Leonardo di spiegare che la soluzione è vicina, l’abate ha gia preso la sua decisione e, nel bel mezzo del dialogo, ecco comparire sulla soglia un personaggio severo ed inquietante che abbiamo gia visto nel tormentato sogno di Leonardo della prima notte:  Nazario da Milano, inquisitore della Chiesa, a cui Andres e Segundo hanno deciso di affidare il caso.
Scopriremo che Nazario e Leonardo si conoscono sin da quando il nostro eroe svolgeva il suo apostolato presso la corte dell’Imperatore, dalla quale si allontanò per divergenza di vedute.
L’abate chiederà di parlare con Nazario in privato e noi saremo congedati e…disoccupati. Ma tutt’altro che arrendevoli.

Cucina
Martin ci accoglierà piuttosto freddamente e ci dirà che, se vogliamo parlargli, dovremo andare in refettorio.

Refettorio
Andiamo a parlare con Martin, ma nel dialogo che ne viene fuori non otterremo praticamente nulla: il cuoco è evidentemente spaventato dalla presenza dell’Inquisizione e non vuole passare per nostro complice in un’indagine dalla quale siamo stati congedati.

Cimitero
Troveremo Egidio, in compagnia di Nicolas e Arcadio, che prepara la tomba di Umberto.
Sia il fabbro che il becchino non hanno nulla da dirci mentre Arcadio vuole parlarci e ci da appuntamento al chiostro.

Casa dell’abate
Il Priore, l’abate e l’inquisitore sono ancora a colloquio: approfittiamone per recarci nell’ufficio di Segundo.
Esaminando la busta sul tavolo scopriremo che si tratta di una lettera indirizzata al monastero di San Torcuato.
Prendiamola ed esaminiamola per scoprire come Egidio fosse, un tempo, un novizio di quel luogo.
A seguito di un incidente egli venne “prelevato” da Segundo che si disse certo di poterne correggere i difetti.
Nella lettera, il Priore scrive di non esserci riuscito e chiede di poter cacciare Egidio per farlo tornare a San Torcuato.

Chiesa
Rechiamoci al chiostro per parlare con Arcadio che, tuttavia, non arriverà.

Cimitero
Torniamo dai 3 frati e diciamo ad Arcadio di averlo atteso invano al chiostro: il vecchio frate ci darà allora appuntamento nella nostra cella.

Chiesa
Andiamo dunque alla nostra cella: Arcadio ci attende dentro ma ci farà capire di voler parlare senza che Bruno ascolti.
Chiediamo a Bruno di uscire con noi dalla stanza ordinandogli di restare fuori di guardia mentre noi parliamo ad Arcadio.
Una volta rientrati parliamo di tutto quanto sia possibile con l’anziano frate per scoprire cose inimmaginabili: Arcadio getterà la maschera rivelandosi un uomo perfettamente dotato di senno e in grado di comprendere e volere ogni cosa.
Egli, in realtà, finge di essere ritardato mentale ma l’arrivo di Nazario lo ha indotto a vuotare il sacco.
Egli, in realtà, sarebbe dovuto divenire Abate ma questo Leonardo già lo sapeva, dal momento che nella gerarchia ecclesiastica è naturale il passaggio da Priore ad Abate, e che Arcadio fosse Priore lo avevamo già saputo da Nicolas.
Invece, per giochi puramente politici, a divenire Abate fu Andres che, figlio di un nobile aristocratico vicino all’Imperatore e novizio di Arcadio, fece le scarpe al suo maestro divenendo guida dell’abbazia e affidando ad Arcadio l’umile ruolo di giardiniere.
Egli si stupì quando, dopo la nomina di Andres, alla biblioteca iniziarono ad arrivare traduttori e copisti in grande quantità, sospettando allora che, legato all’attività amanuense, ci fosse un traffico losco di volumi proibiti che, una volta tradotti e copiati, potevano far comodo alle alte sfere politiche.
Allo scopo di giungere alla verità, iniziò a dar segni di demenza per non attirare l’attenzione sulle sue indagini che lo portarono, un giorno, ad entrare di nascosto nell’ufficio dell’abate.
Al suo interno vi trovò un sacco di libri eretici legati alla stregoneria e lì i suoi sospetti trovarono conferma: quei libri, in mano a copisti che sapevano scrivere ma non leggere, sarebbero stati custoditi in un luogo sacro ed insospettabile alla mercé dei potenti che avrebbero potuto usufruirne per i loro biechi traffici.
Purtroppo venne scoperto da Andres e Segundo e, per non rischiare la vita, si finse pazzo finendo per essere considerato tale.
Prima di congedarsi ci dirà che Martin possiede un mazzo di tarocchi con i quali prevede il futuro: il cuoco, quindi, conosce le pratiche arcane.

Cucina
Esaminiamo la cesta di lattuga per terra per scoprire un sacchettino che dovremo prendere. Esaminiamo il sacchettino per trovarci dentro il mazzo di tarocchi di Martin; esaminiamo anche il mazzo di tarocchi per rinvenirne uno raffigurante un pentacolo simile a quello visto disegnato sul pavimento della biblioteca.

Refettorio
Parliamo con Martin che, di fronte all’evidenza dei fatti, confesserà che il mazzo di tarocchi è suo. Si scoprirà che si tratta di un regalo della sua povera madre, incriminata e condannata al rogo per stregoneria: quel mazzo è l’unico ricordo che Martin conserva di lei.
Leonardo aveva già compreso tutto quanto e saprà da Martin che il pentacolo, o Talismano di Saturno, è un potente mezzo eretico con il quale, secondo le pratiche stregonesche, sarebbe possibile invocare Berserk, inviato del demonio e suo potentissimo emissario, che per poter agire portando morte e distruzione sulla Terra, ha bisogno di possedere un corpo materiale.
Ecco svelato il fine ultimo dell’assassino: completare l’evocazione del demone…
Alla fine del dialogo saremo convocati in assemblea.

Sala capitolare
Dopo il preambolo animato di Segundo, si terrà l’arringa dell’inquisitore che accuserà Eladio come colpevole degli omicidi avvenuti.
Svelerà che, in passato, Eladio aveva rubato in Tarragona un’importante reliquia assieme ad un suo complice traduttore…è evidente che questi dovette essere Umberto, dal momento che i due giunsero insieme presso l’abbazia.
Emessa la sentenza, Nazario condanna Eladio (assente all’assemblea) al rogo.

Ospedale
Eladio è sparito ed esaminando la porta dell’ospedale scopriremo che è chiusa: se l’erborista e Umberto erano complici è più che necessario poter entrare nell’ospedale.

Cimitero
Parliamo con Egidio di diverse cose per sapere che non ha la chiave dell’ospedale e che non può aprirci la cella di Umberto: per ordine dell’Inquisizione nessun frate deve più aiutare Leonardo.
Usiamo la lettera presa nell’ufficio di Segundo con Egidio per renderlo molto più malleabile: sapremo che, a San Torcuato, egli causò involontariamente la morte dell’abate sotto gli occhi si Segundo.
Questi, per assicurarsi i suoi servigi, riferì che il tutto, benché si trattasse di un incidente, fu causato dalla sua intemperanza ed ottenne di poterlo portare a Nostra Signora della Natividad per correggerne i difetti.
In realtà, una volta giunti li, egli scrisse la lettera per ricattarlo ed averlo sempre in pugno.
In cambio della lettera Egidio ci aprirà la cella di Umberto.

Chiesa
Potremo entrare nella cella di Umberto. Esaminiamo tutto e poi chiediamo a Bruno una mano per spostare il letto.
Sotto di esso vedremo una piccola buca: esaminandola noteremo che al suo interno c’è qualcosa di metallico che non riusciremo a prendere.

Fucina
All’ingresso prendiamo il martello, il piede di porco e poi andiamo da Nicolas. Il fabbro intende rispettare l’ordine di Nazario, quindi rinuncerà ad aiutarci restituendoci la bussola.
Prima di uscire usiamo il piede di porco con la botte vicina all’ingresso e da essa prendiamo un po’ di polvere da sparo.

Chiesa
Torniamo alla cella di Umberto ed usiamo il martello per rompere la bussola, quindi esaminiamone i resti per prendere il magnete.
Usiamo il magnete sul crocifisso che abbiamo in inventario ed usiamo il tutto sulla piccola buca sul pavimento per ottenere una piccola chiave.
Scendendo in chiesa dirigiamoci verso l’altare prendendo una delle due candele sui lati.

Biblioteca
(Passando al primo piano vicino alla scrivania di Umberto saremo “vittime” di un bug per il quale vedremo il cadavere del traduttore a terra con, ai suoi lati, Eladio e Tomas…)
Al piano terreno avviciniamo Tomas e chiediamogli un libro di demonologia: verremo duramente rimproverati da Marcello per questo.
Tomas ci dirà che, per ordine dell’abate, da stamane nessuno può entrare in biblioteca; sapremo anche che una volta Martin fece la stessa richiesta avanzata poc’anzi da Leonardo e che, per questo, fu ammonito dall’abate.

Cucina
Entriamo e usiamo la candela col fuoco per accenderla, dopo di che usiamola con la padella piena d’acqua. La cera brucerà lasciando libero lo stoppino.

Ospedale
Usiamo la polvere da sparo nella serratura della porta, quindi usiamo anche lo stoppino della candela su di essa: L’idea sarebbe buona ma prima lo stoppino deve diventare infiammabile.

Cantina della cucina
Usiamo il recipiente di Eladio con il tappo della botte per riempirlo di vino, quindi usiamo lo stoppino con il recipiente per immergervelo dentro facendolo diventare infiammabile.

Ospedale
Possiamo ora usare lo stoppino con la polvere da sparo nella serratura per creare la miccia del nostro esplosivo. Ora bisogna accenderla.

Chiesa
Dirigiamoci verso l’altare per prendere anche l’altra candela.

Cucina
Usiamo la candela col fuoco per accenderla.

Ospedale
Usiamo la candela accesa con lo stoppino e, dopo un piccolo botto, la porta sarà aperta. Di Eladio non c’è traccia ma in compenso, nella parte posteriore della sala, potremo usare la chiave di Umberto con l’armadietto di Eladio per poterlo aprire.
All’interno troveremo e prenderemo due pagine di carta contenenti la traduzione delle due pagine di libro mancanti dal volume di Bruno che spiegano come effettuare il rito per evocare Berserk.
Dentro l’armadio troveremo e prenderemo anche un piccolo scrigno, contenente, forse, la reliquia che Eladio ed Umberto rubarono in Tarragona.
Forse Nicolas potrà aprirlo ma, a questo punto, Bruno ci abbandonerà dicendosi stufo di infrangere regole e moralità in nome della verità.

Fucina
Nicolas non c’è ma ai piedi del palo vicino all’ingresso troveremo e prenderemo un foglio di carta appallottolato.
Esaminandolo scopriremo dove trovare Nicolas.

Refettorio
Troveremo a terra il corpo del povero Nicolas morto. In una scena animata vedremo, all’ospedale, il povero Bruno solo e spaventato avvicinato da abate, priore e inquisitore.
Quando la scena tornerà giocabile, esaminiamo il cadavere di Nicolas per scoprire che è stato avvelenato.
Proprio in quell’istante arriveranno tutti quanti: Nazario ci farà perquisire in quanto sospettati di complicità in omicidio.
Ci troverà così in possesso delle pergamene demoniache, della reliquia rubata da Eladio e della carta dei tarocchi raffigurante il pentacolo che Tomas confermerà subito essere uguale a quello rinvenuto in biblioteca: Leonardo è condannato al rogo.

Pira dell’esecuzione
E’ notte quando Leonardo viene condotto alla pira innalzata all’esterno dell’abbazia: prima che essa venga accesa il nostro eroe dichiarerà di sapere chi è il vero assassino ma non verrà creduto.
Il fuoco inizierà ad ardere, mentre Leonardo maledice Nazario accusandolo di aver sempre sognato la sua morte.
Quando il fuoco si alimenterà andranno via tutti tranne Bruno e le guardie; esaminando bene il palo troveremo una tacca sulla quale potremo usare il crocifisso.
Adesso usiamo le corde con il crocifisso per cinque volte: non appena le guardie si volteranno il palo a cui Leonardo è legato cadrà tramortendo un soldato. All’altro penserà Leonardo che, una volta liberatosi ed una volta aver dato un sonoro ceffone a Bruno, farà pace con il suo novizio preparandosi a concludere la storia.

Ospedale
Dentro l’ospedale si cela l’assassino, ormai pronto ad invocare Berserk. Ormai sappiamo chi è, vero?
Certo, è Tomas che interrogato da Leonardo, ci dirà di aver atteso per anni quel momento: suo padre, il vero possessore del libro donato da Bruno all’abate, era stato bruciato al rogo come eretico ed aveva una grande conoscenza delle pratiche oscure.
Tomas aveva chiesto apposta di poter divenire copista dell’abbazia perché sapeva che, con il circolo di libri proibiti voluto dall’imperatore e diretti qui, presto o tardi ne sarebbe venuto in possesso.
Entrato in biblioteca scoprì così le brame di sapere di Anselmo che, aiutato da Goffredo, si dedicava alla lettura dei libri proibiti.
Tomas allora ricattò Goffredo ottenendo di poter studiare i libri inerenti l’abbazia e venendo così a conoscenza dei suoi antichi passaggi segreti, trovando il modo di poter accedere agli archivi durante la notte.
Goffredo lo sapeva e, impaurito dall’arrivo di Leonardo, decise di far sparire le prove nascondendo il libro tra quelli da dare ad Umberto (era comodo per lui venirne in possesso essendo assistente di Marcello) e la pergamena di Anselmo all’interno della sua tomba, convinto che nessuno li avrebbe ritrovati.
Tomas, dopo averlo scoperto, gli diede appuntamento al cimitero e lo uccise perché l’allora assistente bibliotecario si rifiutò di dargli il libro: era certo, inoltre, che godendo della stima di Marcello avrebbe potuto divenire il suo nuovo assistente.
Riuscì quindi ad impadronirsi della pergamena e del libro, ma necessitava della traduzione per l’invocazione di Berserk.
Portò allora i fogli a Umberto che, compresone il significato, si rifiutò di darglieli firmando la sua condanna a morte: Tomas lo uccise strangolandolo con il cordone della sua veste: Leonardo, quando fu ritrovato il cadavere di Umberto, si accorse che Tomas non aveva la cinta…
Cercò quindi il libro tra quelli che Umberto doveva ancora tradurre e lo trovò non ancora tradotto: lo prese comunque rimandando lo studio dell’invocazione alla notte quando non riuscì a completarla per l’arrivo di Leonardo e Bruno.
Fuggì strappando dal libro la pagina del pentacolo e, per la fretta, commise due errori: il primo manifestando apertamente il suo interesse per l’occulto. Erano in tre a poter accedere agli archivi ma solo lui si interessava di esoterismo.
Il secondo quando, di fronte alle accuse di Nazario, disse che il pentacolo sul tarocco trovato addosso a Leonardo corrispondeva con quello ritrovato in biblioteca: se da quella mattina in poi vigeva l’ordine tassativo di non entrare in biblioteca, come poteva aver visto il pentacolo negli archivi?
Tomas proverà ora a terminare l’invocazione e Leonardo tenterà di fermarlo: dopo aver appiccato il fuoco all’ospedale Tomas farà svenire Leonardo e Bruno proverà a sbarrargli il passo lottando con lui.
I frati si accorgeranno dell’incendio mentre Leonardo si sveglierà tra le fiamme.
Prendiamo allora il contenitore sul tavolo ed usiamolo col secchio al suo lato destro: il vapore farà aprire il contenitore.
Usiamo il contenitore col libro e quindi il contenitore col secchio per prendere dell’acqua.
Usiamo ancora il contenitore col libro e finalmente, una volta raffreddato, potremo prenderlo.
Usiamo il libro sul fuoco per dare il via alla lunga sequenza conclusiva.
I frati accorsi appresso all’ospedale vedranno Bruno lottare contro Tomas mentre Leonardo, uscito dall’incendio, richiamerà l’attenzione del giovane frate impazzito gettando il libro dentro l’edificio in fiamme.
Tomas entrerà per recuperarlo un istante prima che il tetto dell’ospedale gli crolli addosso ponendo fine alla sua vita.
Nazario vorrà ancora arrestare Leonardo, asserendo che se Tomas aveva ucciso Goffredo, Umberto e Nicolas non poteva aver ucciso Anselmo, delitto per il quale accusa di nuovo il suo rivale.
Leonardo, allora, ci dirà chi è il vero assassino di Anselmo e, in realtà, anche di Nicolas: è Segundo che, in realtà, non voleva uccidere il custode ma l’abate per poter prenderne il posto.
Chiese a Nicolas di andare a far scorte di carbone quando la fucina ne era ancora abbondantemente provvista; rubò dalla stessa il tagliasiepi ordinato e mai ricevuto da Arcadio e con esso provò a tagliare la grossa fune del turibolo danneggiando le lame dell’attrezzo.
Per far si che Nicolas non se ne accorgesse ordinò, sotto minaccia, a Egidio di riparare il tagliasiepe ma il lavoro non venne bene.
Nicolas se ne rese conto e, facendo due più due, iniziò a sospettare di Segundo manifestando all’abate il desiderio di parlargliene.
Per non essere scoperto, Segundo lo tolse di mezzo sperando che né Leonardo né l’inquisizione se ne sarebbero accorti.
Una volta andati via tutti dall’abbazia avrebbe tentato nuovamente di uccidere l’abate e il suo piano sarebbe potuto riuscire.
Segundo viene allora espulso dall’abbazia e se ne va al seguito di Nazario che si allontana con la sua scorta giurando vendetta: termina qui una lunga notte.

7.   EPILOGO

Il mattino seguente Leonardo è pronto a lasciare l’abbazia: viaggerà da solo perché Bruno resterà lì a studiare.
L’abate, Marcello e il suo ex novizio lo salutano mentre egli si allontana dopo aver dichiarato di voler tornare alla corte dell’imperatore onde evitare che possa commettere altre sciocchezze.

Complimenti! Abbiamo terminato “The Abbey”, e dopo i titoli di coda ci sarà detto quanta percentuale di segreti siamo riusciti a scoprire…

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