La mia soluzione di The Abbey (PC)
Premessa
importante: se avrete piacere di leggere
quanto scriverò, sappiate che pur scrivendo senza la rigidità del condizionale,
ogni cosa che dirò sarà frutto esclusivo
del mio pensiero personale. Non essendo io, di professione, un critico
videoludico, non ho la pretesa di realizzare una recensione oggettiva ma baso
ogni mia parola sulle sensazioni soggettive che il gioco mi ha dato man mano
che lo svolgevo.
Non
me ne voglia nessuno, quindi, se dico cose che differiscono dal parere altrui.
“The Abbey” è un’avventura grafica genere
punta e clicca della casa Adventure
Productions uscito alle vendite italiane nel 2009.
Si
tratta di un gioco dalla trama inquadrabile nel thriller medievale, ambientata
(in modo da richiamare il tipo di mistero che tanto piaceva ad Agatha Christie)
in un luogo aperto ma, allo stesso tempo, chiuso rappresentato dalla cerchia
muraria di un’abbazia dei secoli bui, nei quali il credo ed i dettami religiosi
erano rigorosamente protetti dalla Santa Inquisizione e nella quale i luoghi di
culto erano sede non soltanto della parola di Cristo ma anche dei più
misteriosi ed inconfessabili segreti.
Proseguendo a leggere, soprattutto la parte riguardante la soluzione, si incontreranno molti spoiler importanti sulla trama che, essendo a sfondo giallo, possono influire sull'effetto sorpresa e suspence.
Il
tema narrato, con l’evolversi della vicenda, ricorda per alcuni versi il noto
romanzo “Il nome della Rosa” di
Umberto Eco, al quale la sceneggiatura del gioco un pochino assomiglia in
alcuni caratteri distintivi, per i quali potremmo quasi dire che essa sia
“liberamente tratta” dal capolavoro del grande scrittore italiano: gli omicidi all’interno
dell’abbazia, la sua biblioteca quale luogo di riferimento, i misteriosi
passati dei frati che la popolano, l’inquietante ombra dell’Inquisizione e un
frate che, assieme al suo giovane e disincantato novizio, sono chiamati a
risolvere il mistero…
La
grafica del gioco è proposta in stile cartoon, personalmente piacevolissima e
ben realizzata, con fondali ed interni ben dettagliati ed animazioni ben
riuscite spesso realizzate, nei momenti topici, con l’alternarsi rapido di
cambi di vista che aumentano l’atmosfera da thriller rendendo sempre più
accattivante il perseguire lo scopo delle indagini.
La
colonna sonora è molto molto buona, a partire dalla sequenza animata di
introduzione e sino al gioco vero e proprio nel quale ogni locale ha un tema
musicale di sfondo che lo identifica ad ogni accesso al suo interno; le scene
topiche godono di un ottimo trattamento sonoro nel quale temi medioevali e
gregoriani si fondono insieme a ricreare l’ambientazione storica degli inizi
del secondo millennio.
I
personaggi sono caratterizzati in modo preciso, suscitando effettivamente
emozioni e sentimenti diversi: in loro potremo riconosceremo molti lati della
personalità umana medioevale, caratterizzata spesso dalla superstizione e dalla
paura del giudizio Divino, uniti al comune senso di simpatia e antipatia che
ognuno inspira con il proprio carattere.
Il
gioco è parlato dai personaggi in lingua inglese ma ogni dialogo è
sottotitolato in italiano.
Trattandosi
di giallo nel quale si succedono svariati omicidi ritroveremo, naturalmente, il
tema della cattiveria che (sempre per citare la Christie) non muore mai…
Gli
enigmi e gli indovinelli che dovremo risolvere sono classificabili, tutti,
nella categoria di difficoltà media: taluni richiederanno un po’ di
ragionamento mentre, nella stragrande maggioranza dei casi, ad aiutarci sarà il
dialogo con gli altri personaggi.
1.
Avvertenze
iniziali
Come
detto il gioco si basa tantissimo con l’interazione mediante dialogo con gli
altri personaggi: sarà quindi fondamentale esaurire sempre tutti gli argomenti proposti, anche più di una volta, se
necessario, dopo l’evolversi degli eventi.
Non
trascuriamo, quindi, nessuna possibilità di dialogo che a mano a mano tutti i
personaggi ci offrono perché spesso, se ci trovassimo in difficoltà nel
procedere, uno di loro potrebbe darci, parlando con noi, l’imbeccata che ci
serve per sbloccarci.
Potrà
capitare, inoltre, che in un dialogo noteremo i personaggi muovere le labbra
senza che alcuna parola venga pronunciata e, in quei frangenti, sembrerà che il
gioco si sia bloccato.
Non
è così: si tratterebbe (secondo alcune fonti reperibili sul web) di un piccolo
difettuccio di doppiaggio al quale basterà ovviare cliccando con il tasto
destro del mouse.
Per
le operazioni di salvataggio e caricamento partita (possibili in ogni momento
del gioco) si potrà premere il tasto ESC per accedere al menù principale,
selezionare l’azione voluta per ritrovarsi nell’archivio delle icone contenenti
i nuovi salvataggi e le partite già salvate.
Per
poter procedere occorrerà selezionare l’icona desiderata mediante doppio clic
sinistro con il mouse.
Sarà
possibile (esclusa la sezione di gioco in notturna) spostarsi rapidamente da
una locazione all’altra dell’abbazia usando la mappa che si troverà (a partire
dal primo capitolo del gioco) in basso a destra sullo schermo. Per accedervi
basterà cliccarci sopra con il tasto sinistro del mouse e selezionare poi,
mediante doppio clic, la locazione che si intende raggiungere.
Per
accedere all’inventario occorre spostare il puntatore del mouse fino
all’estremità superiore dello schermo; dall’inventario, per tornare alla
schermata di gioco, basterà invece portare il puntatore verso l’estremità
inferiore dello schermo.
Per
analizzare un oggetto o un personaggio nella schermata di gioco dovremo
cliccare su di esso con il pulsante sinistro del mouse mentre, per prendere un
oggetto o parlare con un personaggio dovremo cliccare su di esso con il tasto
destro del mouse: l’oggetto balzerà in primo piano e dovremo cliccarci col destro
del mouse per inserirlo nell’inventario o sinistro per utilizzarlo o combinarlo
con un altro oggetto.
Per
analizzare un oggetto all’interno dell’inventario dovremo, invece, cliccarci
sopra col tasto destro mentre con il sinistro selezioneremo l’oggetto per utilizzarlo.
Per
far camminare i nostri personaggi in una direzione basterà cliccare una volta
con il mouse (tasto sinistro) nella direzione voluta mentre con il doppio clic
i nostri eroi correranno nella direzione voluta.
Il
gioco procederà in modo che, senza aver completato del tutto una sessione di
gioco, non sarà possibile proseguire oltre; inoltre, nelle situazioni
pericolose, i nostri personaggi non
potranno mai morire: quindi, anche se ci trovassimo faccia a faccia con
un pericolo mortale, potremo stare tranquilli e trovare con calma la soluzione
per uscirne indenni.
2.
Introduzione
Il
gioco inizia con una lunga scena animata introduttiva nella quale vedremo, in
una notte buia e tempestosa, il frate Leonardo
da Toledo a cavallo insieme al suo novizio, Bruno di Capranegra che monta un somarello, percorrere gli stretti
sentieri che si inerpicano verso la vetta di un cocuzzolo roccioso impervio
sulla quale sorge l’abbazia di Nostra Signora della Natividad.
Ad
un tratto, giunti dei pressi dell’ennesimo tornante, dall’alto di una balza
superiore un monaco incappucciato ed irriconoscibile fa rotolare verso di loro
un grosso macigno: l’asinello si spaventa e il povero Bruno viene scaraventato
a terra proprio sulla traiettoria del masso. Solo il pronto intervento di
Leonardo lo salva da morte certa.
Il
suo maestro si lancia all’inseguimento dell’attentatore che però, dopo una
curva del sentiero, inspiegabilmente scompare: sullo sfondo si staglia,
minaccioso, il profilo dell’abbazia.
Al
termine del filmato troveremo i nostri protagonisti davanti al portone di
accesso del luogo sacro, trovandolo naturalmente chiuso: potremo, alla fine del
dialogo, interagire con Leonardo e sarà il momento di iniziare il gioco.
TIRIAMO QUINDI LA CORDA sulla sinistra del portone per
suonare la campana sopra di esso: giungerà un monaco di nome Egidio, custode, becchino e stalliere
dell’abbazia ad accoglierci.
Raccontiamogli
del nostro ritardo
ed iniziamo ad indagare domandandogli di possibili pericoli al di fuori
dell’abbazia e su presunte uscite notturne di confratelli dalla stessa.
Egidio
non ci dirà nulla di particolare e ci condurrà all’interno, preannunziandoci un
colloquio, l’indomani mattina, con il padre abate.
La
mattina seguente, quindi, ci ritroveremo nell’ufficio dell’abate che, nel corso
del gioco, scopriremo chiamarsi Andres.
Egli
accoglie subito Leonardo, famoso per il suo acume, e il piccolo Bruno che è con
lui: sapremo che suo padre, il Conte di Capranegra, lo ha affidato a Leonardo
perché seguisse i suoi consigli come un discepolo e potesse diventare iniziato
presso l’abbazia di Andres cui egli reca un dono, ossia un libro per la famosa
biblioteca dell’abbazia, ricchissima di testi rari e dotata di ottimi copisti
sempre al lavoro per preservare i capolavori letterari che essa contiene.
L’abate
accetta di buon grado il dono e ci spiega il motivo per cui ha voluto convocare
Leonardo presso l’abbazia: qui il nostro protagonista darà subito sfoggio delle
sue grandi capacità intuitive, capendo immediatamente che egli vuole che si indaghi
sulle circostanze relative alla morte di frate Anselmo, il vecchio custode dell’abbazia.
Chiedendo in
merito all’abate
scopriremo che egli è morto schiacciato da un turibolo di 90 kg che gli è
caduto sulla testa nella cripta mentre si trovava in sua compagnia.
L’abate
ci dirà anche dei legami di Anselmo con la biblioteca dell’abbazia e sapremo
che questa è luogo, la notte, di misteriosi eventi nei quali luci e rumori
sinistri si succedono turbando la tranquillità della comunità.
Sapremo
anche che sulla biblioteca vige un rigido regolamento per il quale soltanto il
bibliotecario ed il suo assistente hanno libero accesso a tutti i suoi locali
mentre agli altri non è permesso entrarvi se non per consultare e leggere
libri.
Ci
dirà anche che non tutti i testi della biblioteca potranno essere consultati
dal momento che, alcuni di essi, sono considerati opere d’arte e potrebbero essere
danneggiati dal frequente e prolungato maneggio.
Leonardo
accetterà l’incarico a patto di poter interrogare liberamente tutti i confratelli, anche
saltando le celebrazioni se necessario: l’abate acconsentirà a patto
di rispettare il regolamento della biblioteca: a nulla varranno le proteste di
Leonardo, anche a causa del sopraggiungere di frate Segundo, priore dell’abbazia, che dimostra subito pochissima
simpatia per Leonardo, auspicando che sul caso possa intervenire ed indagare la
Santa Inquisizione.
La
scena termina con il diniego del permesso ad accedere ai locali vietati della
biblioteca e con il consiglio, dell’abate, di cominciare ad indagare dalla
stalla dove è custodito il turibolo che ha ucciso Anselmo.
3.
Parte
I: SCRIPTORIUM DELIBERATIONIS
Stalla
Troveremo
Egidio intento a sistemare l’asinello di Bruno ed il nostro cavallo. PRENDIAMO LA FUNE arrotolata attorno ad
un gancio incastrato nel palo li vicino ed avviciniamoci al becchino.
Parlandoci ed
esaurendo tutti gli argomenti sapremo
che non è felice di fare lo stalliere e, riguardo alla morte di Anselmo, ci
dirà di non credere alla teoria del mistero e del maligno, ritenendo molto più
semplice quella dell’incidente dato che egli stesso è stato testimone diretto
del fattaccio: insieme a Nicolas, il
fabbro e Goffredo, l’assistente
bibliotecario, stava tirando la fune per issare il turibolo quando questa si è
spezzata.
Sotto
il turibolo c’erano sia Anselmo che l’abate ma, mentre quest’ultimo riuscì a
salvarsi, per Anselmo non ci fu scampo.
Egidio
ci dirà anche che il turibolo è custodito all’interno della stalla: basterà
quindi proseguire verso il fondo della stessa per vederlo.
ESAMINIAMO IL TURIBOLO DA
VICINO per
scoprire, sull’estremità libera della fune cui esso è collegato, una macchia
rossa.
Bruno
pensa che sia sangue ma una dettagliata e corretta disamina di Leonardo ci farà
capire che si tratta, invece, di inchiostro rosso: un altro segnale che porta
verso la biblioteca.
Prima
di uscire dalla stalla ESAMINIAMO LE
BORSE del cavallo e dell’asinello per recuperare la bussola di Leonardo.
Casa dell’abate
Un colloquio
breve con Segundo,
nel suo ufficio, ci farà comprendere come egli non nutra simpatia alcuna nei
nostri confronti e che non vede l’ora di vederci fuori dai piedi.
All’interno
dell’ufficio dell’abate chiediamo nuovamente di poter esaminare la biblioteca,
ricevendone un ulteriore rifiuto: per entrare la dentro bisognerà arrangiarsi…
Chiesa
Entrando
in chiesa noteremo come il pavimento sia spesso sede di tombe: esaminiamole
tutte.
Esaminiamo
la vetrata di San San Torcuato
quindi procediamo verso il campanile: in alto, vicino alla campana noteremo la
presenza di una piuma di volatile nei pressi di un nido. Per adesso non
possiamo prenderla, quindi torniamo all’ingresso principale.
Dirigendosi
verso l’altare esaminiamo l’affresco quindi, nella navata principale, esaminiamo
tombe, fonte battesimale e panche.
La
porta della Sala Capitolare è chiusa, così come quella della Cripta: vicino a
questa porta, tuttavia, potremo prendere la candela; prima di
uscire esaminiamo
il crocifisso sull’altare.
Tornati
all’ingresso principale potremo dirigerci verso le celle dei monaci: sono tutte
chiuse eccetto la nostra, nella quale non troveremo nulla di interessante a
parte una tenda separé che non serve a nulla ed i letti nei quali, ovviamente,
non possiamo riposare avendo un’indagine da condurre.
Torniamo
indietro e dirigiamoci, ora, verso il Chiostro dove faremo conoscenza con padre
Arcadio, anziano giardiniere
dell’abbazia.
Il
vecchio monaco sembra essere un po’ “rintronato”: è alle prese con una pianta
di nome Clotilde con cui egli parla come fosse una persona, dedicandole
amorevoli cure ma senza, effettivamente, ottenere buoni risultati.
Non
sembra poi così gioviale con noi ma, interrogandolo sino ad esaurire tutti gli argomenti,
sapremo che egli vive all’interno dell’abbazia sin da quando era un ragazzino,
dimostrando, nel suo racconto, di non avere una memoria ferrea.
Sembra
dispiaciuto per la morte di Anselmo che definisce “…un brutto colpo…” e della
quale è stato informato circa i modi con cui essa è avvenuta.
Ci
darà modo di intendere che egli ritiene l’accaduto come una conseguenza del
male che aleggia attorno all’abbazia e ci dirà che Clotilde “sa” cosa sta
accadendo e dirà di volerlo rivelare solo a Bruno.
Il
ragazzo si avvicina alla pianta e…non accade nulla (…ovviamente…): non sapremo
altro, quindi possiamo uscire.
Pozzo
Esaminiamo
la fune del pozzo e poi proviamo a tirarla: Bruno si offrirà di aiutarci e finirà
trascinato sul fondo dello stesso.
Lanciandogli
la fune presa nella stalla
(basta usare la fune con la carrucola del pozzo) lo aiuteremo a risalire:
ovviamente il ragazzo si dimenticherà di portare su il secchio, facendo
risentire Leonardo.
Saremo
automaticamente trasferiti alla nostra cella, in Chiesa, dove Bruno si sarà
cambiato la veste lasciando quella bagnata ad asciugare.
Biblioteca
Una
volta entrati procediamo verso il passaggio dove noteremo un monaco che cerca
di nascondersi: è Goffredo, l’aiutante bibliotecario.
Interroghiamolo
esaurendo ogni argomento
per scoprire diverse, utili, cose: negherà di essersi nascosto da noi,
asserendo di volersi solo riposare un po’, quindi ci dirà che se vogliamo
trovare dell’inchiostro rosso dovremmo salire sino allo Scriptorium.
Una
volta che Goffredo si sarà recato al suo tavolino interroghiamolo di nuovo a fondo
per sapere che non conosceva bene Anselmo ma sapeva che, pur essendo molto
colto ed intelligente, peccava spesso di presunzione ed era per questo inviso a
molti: non per questo egli sospetta che possa essere stato assassinato,
ritenendo la caduta del turibolo un fatto del tutto fortuito.
Ci
confermerà che, al momento dell’incidente, insieme ad Anselmo c’era l’abate,
scampato miracolosamente alla morte e sapremo che, in quel frangente, il
custode stava riferendo all’abate circa strane luci notturne provenienti dalla
biblioteca, accompagnate da strani ed inquietanti suoni molto simili ad ululati.
Egli
ci racconterà che, secondo una credenza diffusa nell’abbazia, il vecchio
bibliotecario, devoto ad esoterismo e pratiche occulte, morì suicida diverso
tempo prima e che adesso si manifesti, di quando in quando, all’interno della
biblioteca, la notte, sotto forma di fantasma.
Verremo
a scoprire che nella comunità dei frati non c’è sintonia perfetta tra tutti, ma
i piccoli screzi esistenti non vanno al di la della comune gestione della
convivenza tra più persone.
Da
Goffredo non sapremo altro: possiamo dirigerci verso la sala dell’indice.
Qui
noteremo, sulla parete di destra, un bassorilievo a mosaico di tessere: esaminandolo
a fondo noteremo che manca una piastrellina sul disegno raffigurato.
Esaminiamo
l’indice dei
libri contenuti in biblioteca quindi prendiamo, dal tavolo, i fogli bianchi
ed usciamo.
Saliamo
sino al piano superiore per incontrare Umberto,
il traduttore.
Egli
non è un campione di simpatia e ci farà notare subito come non apprezzi il
fatto che ci avviciniamo o curiosiamo attorno alla sua scrivania.
In
fondo alla stanza, in alto, troveremo una statuetta della Vergine Maria che per
ora non potremo esaminare.
Parlando con lui
di tutti gli argomenti disponibili,
sapremo che è iper oberato di lavoro da svolgere, essendo egli l’unico
traduttore dell’abbazia.
Ritiene
che la morte di Anselmo sia imputabile solo ad un fortunoso incidente e che
l’ex custode fosse molto intelligente e preparato ma troppo superbo; dice di
non assolutamente alle teorie del fantasma della
biblioteca e, per ora, da lui non sapremo altro.
Saliamo
al piano di sopra dove, innanzi alla porta dello Scriptorium, troveremo di
guardia Marcello, il bibliotecario.
Egli,
uomo ligio al dovere ed all’osservanza delle regole, ci dirà nel dialogo con lui
che affronteremo esaurendo ogni argomento, che non farà eccezione
circa gli ingressi allo scriptorium: solo i copisti potranno accedervi.
A
questo punto, dopo che Bruno avrà parlato, chiederemo a Marcello come potremmo
far diventare il nostro novizio un copista: Marcello ci dirà che c’è un esame
da superare, consistente nella traduzione in latino e poi nella copia della
prima pagina di un libro chiamato “Hortus Tuus”, il cui originale è in greco.
Si
tratta di un libro di giardinaggio e potremo, per averlo, chiederlo a Goffrefo;
Marcello ci dirà anche che Bruno dovrà possedere una penna sua e alcuni fogli
bianchi per poter affrontare l’esame.
Parlando
d’altro sapremo che egli considera l’incidente in cui è morto Anselmo come una
conseguenza del male che aleggia tra le mura dell’abbazia e che Anselmo era una
persona estremamente edotta e curiosa, bramosa di aumentare sempre più la
propria conoscenza: una persona altamente istruita ma altrettanto presuntuosa.
In
una occasione egli chiese di poter consultare uno dei libri proibiti custoditi
nell’archivio, la qual cosa gli valse un’ammonizione da parte dell’abate:
alcuni testi della biblioteca non possono, per via degli argomenti trattati,
essere consultati e letti.
Sapremo
anche la biblioteca dell’abbazia è arcinota per la ricchezza di contenuti e per
la qualità dei suoi copisti: alcuni dei testi in essa contenuti sono capolavori
artistici che, per scelta, non possono essere consultati per paura che possano
essere danneggiati.
Marcello
non crede alla storia del fantasma della biblioteca, ritenendola una fantasia
di Anselmo e non pensa neppure che qualcuno possa intrufolarsi di nascosto, la
notte, dentro di essa perché dopo il tramonto viene chiusa a chiave.
Ci
dirà anche che non crede nel suicidio del suo predecessore dal momento che nessun
uomo timorato di Dio potrebbe togliersi la vita: egli, a sua detta, fu vittima
di un incidente a seguito del quale morì bruciato dalla fiamma di un lume che
aveva con se nel momento in cui cadde inciampando a terra al momento di
chiudere la biblioteca.
Da
lui non sapremo altro, quindi potremo scendere al piano terreno da Goffredo per
chiedergli in prestito l’ “Hortus Tuus”: sapremo, però, che il libro non è
disponibile essendo stato prestato il giorno prima ad Arcadio.
Goffredo
ci avviserà inoltre della difficoltà dell’esame da copista, essendo Marcello
molto esigente nei confronti degli aspiranti.
Chiostro
Chiediamo ad
Arcadio di poter avere il libro
per la traduzione: egli ci dirà che ce lo cederà soltanto in cambio di un’altra
pianta di Genziana che pianterà vicino a Clotilde per farle avere compagnia.
Ospedale
Una
volta entrati scopriremo che il medico
erborista è Eladio, un vecchio amico di Leonardo: i due fecero il seminario
assieme ed adesso, parlando con lui di ogni argomento disponibile,
scopriremo che egli non crede affatto alla storia del diavolo quale causa della
morte di Anselmo.
Egli
non ritiene che l’ex custode fosse una persona cordiale e ci dirà che
l’incidente in cui perse la vita potrebbe essere sì un fatto fortuito ma anche
voluto…
Conosce
bene l’ “Hortus Tuus”, ritenendolo un pessimo volume di giardinaggio e ci
regalerà un barattolo di semi di genziana raccomandandoci di restituirgli il
recipiente integro: immagina che i semi siano per Arcadio e ci avviserà del
fatto che il contenitore è difficile da aprire, avendo il tappo piuttosto duro
da ruotare.
Egli
non crede, inoltre, che Anselmo, colto e intelligente, potesse credere alla
storia del fantasma: da lui non sapremo altro e, prima di uscire, prendiamo
la padella vicino alla porta e analizziamo per bene tutto l’interno
dell’ospedale.
Cucina
Faremo
la conoscenza di frate Martin, il
cuoco dell’abbazia. Dopo aver analizzato la cucina nel dettaglio,
parliamo con
lui di ogni cosa possibile, scoprendo che egli è un ottimo cuoco: ci
chiederà di indovinare le spezie che sta usando per preparare la zuppa, ma al
momento non sapremo cosa rispondere.
Ci
prenderà in giro, dicendoci di averle avute da Eladio, quindi ci dirà che crede
fermamente nella presenza del maligno tra le mura dell’abbazia e nel fantasma
della biblioteca, individuato da lui nel presunto spettro di frate Eustachio,
il bibliotecario presunto suicida, che aveva l’uso di praticare le arti oscure.
Ospedale
Torniamo
da Eladio per sapere che le spezie da lui date a Martin sono il timo e l’origano.
Cucina
Ora
siamo in grado di indovinare le spezie che Martin usa per la zuppa:
ci saremo così guadagnati la fiducia e la stima del cuoco che ci accorderà il
permesso di muoverci tra pignatte e scaffali liberamente.
Sapremo
anche che la cena viene servita la sera subito dopo i Vespri.
Chiesa
Andiamo
verso la nostra cella e, una volta dentro, usiamo la padella con LA VESTE di Bruno
per raccogliere da esso una certa quantità d’acqua.
Cucina
Martin
ci acconsentirà di mettere la padella piena d’acqua sul fuoco:
dopo averlo fatto, usiamo il contenitore dei semi con la padella
e, finalmente, quando il calore avrà allentato il vetro, potremo svitare il
tappo ed avere ciò che Arcadio vuole.
Chiesa
Presso
il chiostro diamo i semi di genziana ad Arcadio dal quale, dopo un
breve scambio di battute e di trattativa, avremo finalmente l’ “Hortus Tuus”.
Biblioteca
Portiamo
ad Umberto il libro appena ricevuto pregandolo di tradurne la prima pagina per noi: egli acconsentirà,
ma ci dirà di passare a prendere la traduzione dopo una settimana.
Non
possiamo aspettare tutto questo tempo, ma egli sarà inamovibile: deve prima
terminare un sacco di lavoro e, oltretutto, ha molta fame.
Cucina
Proviamo
a mettere
un po’ di zuppa dentro il contenitore di Eladio, ma Martin ce lo
impedirà. Chiediamo allora a Bruno di distrarre il cuoco con una scusa:
mentre i due pregano, riproviamo il tentativo precedente
e stavolta riusciremo a “rubacchiare” una porzione di cibo.
Recuperiamo
Bruno e usciamo.
Biblioteca
Portiamo
la zuppa a Umberto che ci ringrazierà, ma nulla di più. Diamogli nuovamente il
libro chiedendogli ancora una volta di tradurlo per noi subito.
Dopo
qualche riluttanza lo farà e, finalmente, avremo a disposizione ciò che ci
serve perché Bruno passi l’esame per diventare copista.
Avendo
già i fogli bianchi (quelli presi nella stanza dell’indice) manca, ormai, solo
la penna…
Chiesa
Torniamo
al campanile e proviamo a tirare la corda della campana: non
potremo farlo perché l’addetto a suonarla è Egidio. Bisogna trovarlo.
Cantina della cucina
Troveremo
Egidio sbronzo ed addormentato ai piedi di una botte: chiamiamolo per nome
ma non si sveglierà.
Svitiamo
allora il tappo della botte sopra di lui per far si che a ridestarlo sia un copioso
fiotto di vino: il custode si alzerà correndo a suonare l’Ora Terza. Nella
scena animata vedremo cadere la piuma dal nido sino al pavimento.
Chiesa
Torniamo
ancora al campanile e raccogliamo la piuma caduta:
abbiamo la penna per Bruno, è ora di affrontare l’esame da copista.
Biblioteca
Andiamo
a parlare con Marcello dicendogli che Bruno è pronto per l’esame da copista: basterà
attendere la fine delle animazioni per avere, finalmente, il permesso per
entrare dentro lo scriptorium.
Qui
troveremo 3 copisti al lavoro ma potremo parlare solo con uno di loro: si
tratta di Tomas da Rotterdam, che parlando con
noi di tutto ciò che appare nel menu delle scelte, ci dirà come egli
sia entusiasta del suo lavoro, del poterlo svolgere in biblioteca in mezzo ai
libri.
Apparirà
come un ragazzo di grandissima cultura che, attualmente, sta lavorando su un
testo di minerali sconosciuti e sull’ “Orcurità”, una pratica alchemica antica.
Ci
dirà come non ritenesse Anselmo una persona simpatica e come egli non creda alla
sua morte causata dal maligno, ritenendo il demonio un nemico implacabile ma
rispettabile come tutti gli avversari da combattere.
Finito
di parlare con lui potremo esaminare la scrivania alla sua destra,
scoprendo che in essa compare una macchia rossa del tutto simile a quella
rinvenuta sul turibolo: forse Anselmo è stato qui?
Proviamo
ad aprirla
scoprendo che è chiusa a chiave: in quel momento entrerà Goffredo nello
scriptorium.
Cimitero
Troveremo
Egidio in versione becchino: ci dirà che non sa dove sia sepolto Eustachio che,
essendosi suicidato, non meritava sepoltura in terra consacrata.
Chiediamogli se
ha con se le chiavi delle scrivanie dello scriptorium, ma ci dirà di non
possederle; chiediamogli
allora di aprirci la cella di Anselmo ed egli, dopo un po’ di
riluttanza, accetterà di farlo.
Chiesa
Da
ora in poi la stanza di Anselmo resterà aperta. Entriamo, esaminiamo tutto quanto c’è
dentro e prendiamo, da sopra il mobiletto, il libro dei
Canti di Salomone.
In
questo modo cadrà a terra una piccola chiave, la Chiave di Anselmo, che
dobbiamo prendere.
Biblioteca
Saliamo
allo scriptorium ed usiamo la Chiave di Anselmo con la serratura
della scrivania chiusa che, finalmente, si aprirà.
All’interno
vi troveremo una pergamena con su disegnata una strana ed inquietante scena a
carattere demoniaco ed arcano.
Prendiamo
la pergamena
e saremo immediatamente avvicinati da Goffredo che ci intimerà di uscire,
essendo fattasi l’ora di chiusura della biblioteca.
Chiediamo a
Goffredo come facesse Anselmo ad avere accesso alla biblioteca e saremo informati dal fatto
che egli era un copista, poi declassato a custode a causa della sua arroganza.
Una
scena animata ci porterà direttamente a cena…
Refettorio
Durante
la cena l’abate ci chiederà un resoconto sulle indagini, ma ancora non potremo
sbilanciarci su nulla.
Faremo
poi la conoscenza di Nicolas, il
fabbro, che per tutta la giornata non è stato presente all’abbazia: ci dirà,
infatti, che si era recato a far scorte di materiali e che, il giorno dopo, ci
aspetta alla fucina per una chiacchierata dal momento che c’è
qualcosa, nella morte di Anselmo, che non lo convince affatto.
Chiesa
Una
scena animata ci mostra Leonardo, dormiente, in preda agli incubi nei quali si
vede una figura sconosciuta e minacciosa.
Vedremo
anche un’ombra all’interno della cella dei nostri eroi; al risveglio chiediamo a
Bruno se è uscito durante la notte e, soprattutto, se rientrando si è ricordato
di chiudere la porta.
Bruno
negherà ma il fatto era chiaro: qualcuno ha rubato la pergamena presa dalla
scrivania di Anselmo e il ladro potrebbe essere Goffredo dal momento che,
all’improvviso, giunge trafelato Eladio ad informarci che l’assistente
bibliotecario è scomparso…
4.
Parte
II: ACONITUM CONDITIO
Casa dell’abate
Sia
l’abate che il priore, con toni e modi diversi, ci chiederanno di ritrovare al
più presto Goffredo: in particolare, Segundo inizierà a fare pressioni su
Andres perché intervenga la Santa Inquisizione a risolvere il problema.
Cimitero
Entriamo
nella baracca ed esaminiamo tutto. Spostiamoci quindi in fondo al locale
per notare un’asse di legno appoggiata alla parete dietro la quale si cela
qualcosa.
A
terra, esaminando
bene, troveremo una macchia di sangue ed esaminando successivamente l’asse
di legno scopriremo, dietro di essa, il cadavere di Goffredo.
Nella
scena animata successiva vedremo Bruno correre via spaventato a morte gridando
ai quattro venti la notizia funesta, vanamente pregato da Leonardo di mantenere
il controllo.
Ospedale
Eladio
ci dirà che Goffredo è morto a causa dell’impatto dietro la nuca con un corpo
contundente: chiunque sia stato non aveva premeditato il delitto ed ha nascosto
il corpo dell’assistente bibliotecario alla bene e meglio, forse in attesa di
poterlo occultare con cura.
Questo
avrebbe offerto a Leonardo un vantaggio sull’assassino ma ora, a causa
dell’inaccortezza di Bruno, l’omicida sa che il cadavere è stato trovato e il
piano è fallito.
Sapremo
anche che, a
differenza di Anselmo, Goffredo non creava problemi alla comunità e che Eladio
è esperto nella preparazione di alcuni veleni: in particolar modo ci
dirà che la belladonna, preparata in un certo modo, può diventare un potente
sonnifero.
La ricetta per
far ciò, che egli non ricorda, è contenuta nel libro “Herbula velenosa”, disponibile alla biblioteca.
Fucina
Entrando
esaminiamo
sull’ingresso una botte chiusa contenente carbone, ed un’ altra a
fianco per ora sconosciuta.
A
terra vedremo un soffietto funzionante che prenderemo e noteremo,
appeso ad una colonna, un tagliaerbe danneggiato che non potremo
prendere.
Avviciniamoci
a Nicolas indaffarato al lavoro e, prima di parlare con lui, prendiamo
un po’ di carbone dalla botte piena vicino al fabbro.
Parlando di
tutto e di più col giovane frate
sapremo che il giorno prima era via dall’abbazia per ordine di Segundo che gli
chiese di andare a far scorta di carbone per la fucina: Nicolas, di solito, va
via per rifornimenti due volte al mese e quando viaggia sta fuori in genere per
due giorni.
Non
ha mai avuto incidenti di sorta durante i suoi spostamenti e ci dirà che
Goffredo, a differenza di Anselmo, in apparenza non aveva nemici.
Ci
dirà che non crede alla storia della malvagità insita nell’abbazia ma non nutre
simpatie né per Umberto, né per Egidio: dimostra inoltre di essere un ottimo
fabbro anche se, in cuor suo, vorrebbe poter avere, nel suo lavoro, un aspetto
artistico e creativo che Segundo gli ha sempre negato.
Sapremo
anche che, prima di Segundo, il Priore dell’abbazia era il povero Arcadio.
Affidiamogli
la nostra bussola
e poi lasciamolo al suo lavoro.
Cucina
Parliamo con
Martin per
sapere che, questa sera, mangeremo di nuovo zuppa. Sapremo poi che Goffredo
poteva chiudere la biblioteca dal di dentro perché conosceva un passaggio
sconosciuto ai più che da lì conduce sino alla Chiesa; Martin non crede che, ad
uccidere Goffredo, possa essere stato uno di loro.
Biblioteca
Tomas
è stato nominato nuovo assistente bibliotecario: per questo lo troveremo al
pianterreno intento a riordinare alcuni libri, tra i quali c’è proprio “Herbula
velenosa”.
Chiediamogli in
prestito il volume
e copiamo
la ricetta del sonnifero, per la quale scopriremo di dover
distillare un intruglio a base di tabacco, belladonna e timo.
Salendo
al primo piano, parliamo
con Umberto che, spaventato dal nostro arrivo improvviso, farà
cadere alcune carte tra le quali potremo riconoscere la pergamena rubataci la
notte scorsa.
Umberto
si affretterà a nasconderla tra le pagine di un libro e, interrogato a proposito, negherà
contro ogni evidenza il fatto: serve un piano per rientrarne in possesso.
Cimitero
Torniamo
ad esaminare
il luogo in cui è stato ritrovato il cadavere di Goffredo: a fianco
al punto dove era nascosto il povero frate, troveremo una pala che prenderemo
con noi in inventario.
Ospedale
Parliamo con
Eladio per
sapere che, se vogliamo una foglia di belladonna, dobbiamo chiedere ad Arcadio
dal momento che Clotilde, in realtà, non è una genziana ma, appunto, una
belladonna.
Casa dell’abate
Parliamo con
l’abate per chiedergli di poter visitare la cripta dell’abbazia: egli acconsentirà con
entusiasmo. Una volta giunti laggiù, ci dirà che essa rappresenta il fiore
all’occhiello di quel luogo e che in essa è conservato un immenso tesoro che
egli ha il dovere di moltiplicare per “…amore verso Dio…”.
Entrando
nella cripta noteremo subito, sulla sinistra, un bassorilievo raffigurante un
disegno, se non uguale, molto simile a quello che avevamo visto
sulla pergamena di Anselmo: l’abate ci dirà che esso risale allo stesso tempo in cui
l’abbazia venne costruita.
Avvicinandosi
al tesoro, Andres
si dirà orgoglioso di poterlo custodire e assolutamente certo della
sua sicurezza dal momento che, l’unica chiave che da accesso alla cripta, è
custodita da lui stesso: dal momento che qualcosa lega i misteri di Anselmo con
la cripta, è bene che la si possa esaminare indisturbati.
Chiediamogli di
poter vedere la chiave
e l’abate acconsentirà: dopo averla estratta dal saio ce la porgerà: usiamo
ora la chiave della cripta con la candela dell’inventario per averne
un calco preciso.
Possiamo
ora restituire la chiave all’abate ed uscire dalla cripta.
Fucina
Diamo
a Nicolas il calco della chiave della cripta e chiediamogli di poterne avere un duplicato:
dopo qualche reticenza circa le tempistiche ci dirà di passare a prenderla più
tardi.
Casa dell’abate
Parlando con
Egidio nel cortile
sapremo che l’abate non è ancora rientrato. Andiamo nella sala di attesa e,
dopo esserci guardati attorno, esaminiamo la finestra sulla parete opposta
alle scale.
Leonardo
dirà di non poterci arrivare: chiediamo a Bruno di farci da ponte in modo da
poter giungere ad aprire la finestra e farci, così, una bella passeggiata sul
cornicione fino alla finestra dello studio dell’abate.
Una
volta entrati all’interno, esaminiamo la scrivania per trovare un
cassetto. Esaminiamo anche il cassetto per rinvenire una
chiave.
Esaminiamo
poi l’armadio a destra per trovare uno scrigno: esaminiamo anche lo scrigno per
trovarci dentro del tabacco, di cui dovremo prendere una foglia.
Dirigiamoci
verso la porta di accesso che apriremo con la chiave appena trovata:
prima di uscire dalla stanza, in automatico, Leonardo rimetterà tutto a posto.
Al
di fuori ci aspetta Bruno, con il quale lasceremo la dimora dell’abate.
Chiesa
Andiamo
al chiostro dove, parlando con Arcadio, sapremo che egli crede
alla storia del diavolo dentro l’abbazia.
Proviamo
a prendere i suoi attrezzi
e ci guadagneremo un bel rimprovero: chiedendogli, però, della falce egli ci
chiederà di portarla a Nicolas perché la possa affilare.
Ci
dirà anche di aver richiesto appositamente un tagliasiepi, per il quale non è
mai stato accontentato.
Fucina
Diamo
la falce a Nicolas
che la riparerà immediatamente: non ha ancora preparato il duplicato della
chiave, basterà tornare più tardi.
Chiesa
Torniamo
al chiostro dove useremo la falce con Clotilde per prenderne una foglia:
Arcadio si arrabbierà, ma ora abbiamo anche la belladonna.
Cucina
In
un’ampolla che si trova tra la padella sul fuoco e la sala refettorio troveremo
il
barattolo del timo, dal quale ne prenderemo un po’.
Ospedale
Mettiamo
nel mortaio il tabacco, la foglia di belladonna ed il timo. Tritiamo bene gli
ingredienti
ed avremo la miscela giusta da distillare per ottenere il sonnifero: il tutto
verrà messo all’interno del barattolo di Eladio.
Prima
di uscire, prendiamo la provetta che si trova vicino alla candela sul tavolo.
Pozzo
Usiamo
il contenitore di Eladio per aggiungere acqua dal secchio alla mistura da
distillare.
Cantina della cucina
Dirigiamoci
in fondo alla stanza dove troveremo un grosso distillatore. Esaminandolo
bene, scopriremo che il beccuccio di uscita è rotto.
Usiamo
la provetta su di esso
per ripararlo, quindi mettiamo sotto il grande attrezzo del carbone (va messo usando
il carbone sulla cenere), quindi usiamo il barattolo di Eladio
sul collo di entrata.
Non
resta che accendere il fuoco: torniamo indietro sino alla sala delle botti per prendere
la torcia che useremo con il carbone.
Automaticamente
Leonardo userà il soffietto sul fuoco per ravvivare la fiamma: abbiamo,
finalmente, il sonnifero.
Cucina
Chiediamo
nuovamente a Bruno di distrarre Martin
(…che ben sa che la cosa serve a Leonardo per “rubare” un po’ di zuppa…) ed usiamo
nuovamente il barattolo di Eladio con la zuppa.
Biblioteca
Diamo
il barattolo di zuppa ad Umberto
che, dopo aver negato nuovamente di avere la pergamena, finirà nel mondo dei
sogni dandoci via libera per agire: esaminiamo il libro che sta traducendo
ma non troveremo traccia del foglio che cerchiamo.
Esaminiamo
allora la statuetta della Vergine in fondo alla stanza per scoprire che è cava: all’interno
troveremo la pergamena di Anselmo.
Fucina
Nicolas ha
preparato il duplicato della chiave della cripta: dopo che ce lo avrà dato, un
frate allarmato ci dirà che Umberto è morto avvelenato.
Biblioteca
La
scena animata mostrerà il corpo di Umberto steso a terra, con intorno l’abate,
il priore, Eladio, Marcello e Tomas.
Leonardo
noterà un particolare importantissimo che rivelerà solo in un secondo momento e
l’analisi del cadavere rivelerà che, a dispetto delle prime voci, il traduttore
è stato strangolato.
5.
Parte
III: NOX
Chiesa
Inizieremo
dall’androne di ingresso e dovremo recarci sino al cancello che chiude la
discesa nella cripta: qui usiamo la chiave duplicata con la serratura
per poter scendere di sotto.
Una
volta arrivati, usiamo la pergamena di Anselmo con il bassorilievo per
notare la presenza di 3 differenze tra dipinto e scultura.
Dovremo
quindi “premere”
il bassorilievo in corrispondenza di queste differenze (che potremo
ben notare esaminando la pergamena a parte) che nascondono 3 pulsanti
rudimentali. L’ordine nel quale vanno premuti è il seguente:
·
Gli
omini del riquadro in basso a destra;
·
La
bocca del demone al centro;
·
Le
due teste vicino al serpente nel riquadro in alto a sinistra.
Una
volta fatto ciò scatterà un meccanismo che aprirà un passaggio verso un’area
segreta: attraversiamo la nuova porta e ci ritroveremo nell’ossario
dell’abbazia.
Troveremo
davanti a noi 3 porte, ma prima di attraversarle per capire dove conducono, dal
mucchio d’ossa in alto a sinistra prendiamo il femore.
Accanto
alla porta al centro c’è una grafia che va esaminata: scopriremo che si tratta
di una sorta di “Codice da Vinci”, ossia di uno scritto leggibile solo
attraverso uno specchio.
Attraversando
la porta troveremo una stanza vuota: in essa, esaminando la parete in fondo,
troveremo un mattone interagibile che, per ora, non si muove.
Torniamo
nella sala dell’ossario e dirigiamoci nelle due stanze laterali: in entrambe si
trova una statua con vicino un rudimentale orologio a lancette: esse si muovono
agendo sul braccio libero della statua ma noteremo ben presto che, alla statua
presente nella sala superiore, manca proprio il braccio.
In
essa, quindi, usiamo il femore sul foro per ottenere un arto fittizio
manovrabile.
Appare
chiaro che qualsiasi segreto si celi in queste stanze verrà fuori ottenendo
sugli orologi la giusta combinazione di ore: come fare?
Torniamo
nuovamente nell’ossario e dirigiamoci verso la grafia “davinciana”: non avendo
uno specchio, chiediamo
a Bruno di consegnarci il materiale da copista.
Usiamo
l’inchiostro con la scritta ed applichiamoci sopra i fogli bianchi, quindi usiamo il mattarello sui fogli per
stampare bene la calligrafia sul rudimentale stampo appena realizzato.
La
scritta ora sarà leggibile e si rivelerà essere una citazione della “Genesi X,
I”.
Rechiamoci
quindi nella sala inferiore ed usiamo il braccio della statua sino a che
l’orologio non indica le ore I, poi andiamo nella sala in alto ed usiamo
il femore incastrato nella statua finché l’orologio non indica le ore X.
Sentiremo
nuovamente scattare un meccanismo: rechiamoci nella stanza centrale e andiamo
ad usare
la mattonella nel muro in fondo che prima non si muoveva.
Si
aprirà un passaggio segreto che porta fuori dalla cripta.
Esterno abbazia
Ci
ritroveremo all’esterno dell’abbazia, nelle zone comuni del luogo. ATTENZIONE: di notte la mappa
non funziona, quindi dovremo raggiungere a piedi tutte le locazioni desiderate.
Biblioteca
Giunti
davanti alla biblioteca noteremo che, all’interno, c’è una luce accesa.
Fantasma o assassino che sia, bisogna scoprire chi è e che cosa sta facendo.
Entriamo
attraverso la porta (che è aperta) e saliamo sino allo scriptorium. Sembra che
“l’ospite” sia al di la del cancello che conduce agli archivi ma, purtroppo,
non abbiamo al chiave per aprirlo.
Esaminiamo
la colonna
ornata nell’angolo vicino al cancello e scopriremo come, probabilmente,
l’apertura del cancello si ottenga agendo sui vari strati della colonna che,
quasi certamente, possono ruotare l’uno rispetto all’altro.
Bisogna
scoprire la combinazione giusta che, sicuramente, era ben nota ad Anselmo…e
questi potrebbe averla avuta con se al momento della sua morte…
Cimitero
Andiamo
fino alla parte posteriore del cimitero nella quale sarà disponibile l’area dove
si trova la tomba di Anselmo.
Usiamo
la pala con Bruno
per convincere (non senza fatica) il nostro novizio a scavare la terra per
dissepellire il corpo di Anselmo.
Una
volta fatto esaminiamo il saio del cadavere e poi le sue mani serrate
per trovare lo schema che decifra il mistero della colonna.
Biblioteca
Torniamo
allo scriptorium e usiamo la pergamena appena ritrovata con la
colonna: ci impiegheremo molto poco a far funzionare i meccanismi e
quindi ad aprire il cancello che va agli archivi.
Dopo
un lungo percorso su passatoie di legno che si arrampicano verso l’alto
troveremo gli scaffali dei libri: esaminando gli archivi Leonardo
capirà come mai è vietato a tutti l’accesso in questa zona.
La
biblioteca dell’abbazia contiene un grandissimo numero di testi alchemici,
eretici, demonologici, esoterici e proibiti dalla cristianità. Perché si
trovano qui?
Una
lunga scena animata ci mostrerà l’assassino in fuga, reso irriconoscibile dal
cappuccio che gli copre la testa.
Leonardo
proverà ad inseguirlo ma il tutto sarà vano: la sua corsa terminerà in una
stanza inquietante da esaminare tutta: in essa, sul pavimento, è
stato tracciato un Pentacolo con sangue umano attorno al quale si trovano
candele accese.
E’
certamente un rito satanico ma la sorpresa più grande è rappresentata dal libro
aperto sul leggio li vicino: esaminando il testo, scopriremo che
esso è il dono che il padre di Bruno ha offerto all’abate Andres.
Si
tratta di un trattato di demonologia e, da esso, mancano due pagine.
Leonardo
comincerà ad avere dei sospetti ma purtroppo si sta facendo tardi: occorre
uscire da li prima che albeggi ed un rumore che sembra quello di una serratura
che si chiudeva fa pensare che l’assassino ci abbia chiuso dentro…
Dobbiamo
adesso ritrovare il passaggio che usava Anselmo per uscire di nascosto dalla
biblioteca.
Usciamo
dallo scriptorium e dirigiamoci verso l’ufficio di Marcello che è ora
esplorabile.
Esaminiamo
il lenzuolo per terra
e sotto vi troveremo una strana mattonella che dovremo prendere.
Scendiamo
fino alla sala dell’indice ed usiamo la mattonella sul bassorilievo:
si aprirà un passaggio segreto dietro lo scaffale dal quale potremo uscire.
6.
Parte
IV: DEFUNGOR PECATORES
Chiesa
Assisteremo,
in una scena animata, al funerale di Umberto.
Casa dell’abate
Durante
una riunione, l’abate insieme al Priore, ci comunicheranno di averci sollevati
dall’incarico, non avendo conseguito risultati nell’indagine.
A
poco varranno i tentativi di Leonardo di spiegare che la soluzione è vicina, l’abate
ha gia preso la sua decisione e, nel bel mezzo del dialogo, ecco comparire
sulla soglia un personaggio severo ed inquietante che abbiamo gia visto nel
tormentato sogno di Leonardo della prima notte:
Nazario da Milano,
inquisitore della Chiesa, a cui Andres e Segundo hanno deciso di affidare il
caso.
Scopriremo
che Nazario e Leonardo si conoscono sin da quando il nostro eroe svolgeva il
suo apostolato presso la corte dell’Imperatore, dalla quale si allontanò per
divergenza di vedute.
L’abate
chiederà di parlare con Nazario in privato e noi saremo congedati
e…disoccupati. Ma tutt’altro che arrendevoli.
Cucina
Martin
ci accoglierà piuttosto freddamente e ci dirà che, se vogliamo parlargli, dovremo andare in
refettorio.
Refettorio
Andiamo a
parlare con Martin,
ma nel dialogo che ne viene fuori non otterremo praticamente nulla: il cuoco è
evidentemente spaventato dalla presenza dell’Inquisizione e non vuole passare
per nostro complice in un’indagine dalla quale siamo stati congedati.
Cimitero
Troveremo
Egidio, in compagnia di Nicolas e Arcadio, che prepara la tomba di Umberto.
Sia il fabbro
che il becchino non hanno nulla da dirci mentre Arcadio vuole parlarci e ci da
appuntamento al chiostro.
Casa dell’abate
Il
Priore, l’abate e l’inquisitore sono ancora a colloquio: approfittiamone per
recarci nell’ufficio di Segundo.
Esaminando
la busta sul tavolo scopriremo che si tratta di una lettera indirizzata al
monastero di San Torcuato.
Prendiamola
ed esaminiamola per scoprire come Egidio fosse, un tempo, un novizio di quel
luogo.
A
seguito di un incidente egli venne “prelevato” da Segundo che si disse certo di
poterne correggere i difetti.
Nella
lettera, il Priore scrive di non esserci riuscito e chiede di poter cacciare
Egidio per farlo tornare a San Torcuato.
Chiesa
Rechiamoci
al chiostro per parlare con Arcadio che, tuttavia, non arriverà.
Cimitero
Torniamo
dai 3 frati e diciamo
ad Arcadio di averlo atteso invano al chiostro: il vecchio frate ci
darà allora appuntamento nella nostra cella.
Chiesa
Andiamo
dunque alla nostra cella: Arcadio ci attende dentro ma ci farà capire di voler parlare senza che
Bruno ascolti.
Chiediamo a
Bruno di uscire con noi dalla stanza ordinandogli di restare fuori di guardia mentre noi parliamo ad
Arcadio.
Una
volta rientrati parliamo
di tutto quanto sia possibile con l’anziano frate per scoprire cose
inimmaginabili: Arcadio getterà la maschera rivelandosi un uomo perfettamente
dotato di senno e in grado di comprendere e volere ogni cosa.
Egli,
in realtà, finge di essere ritardato mentale ma l’arrivo di Nazario lo ha
indotto a vuotare il sacco.
Egli,
in realtà, sarebbe dovuto divenire Abate ma questo Leonardo già lo sapeva, dal
momento che nella gerarchia ecclesiastica è naturale il passaggio da Priore ad
Abate, e che Arcadio fosse Priore lo avevamo già saputo da Nicolas.
Invece,
per giochi puramente politici, a divenire Abate fu Andres che, figlio di un
nobile aristocratico vicino all’Imperatore e novizio di Arcadio, fece le scarpe
al suo maestro divenendo guida dell’abbazia e affidando ad Arcadio l’umile
ruolo di giardiniere.
Egli
si stupì quando, dopo la nomina di Andres, alla biblioteca iniziarono ad
arrivare traduttori e copisti in grande quantità, sospettando allora che,
legato all’attività amanuense, ci fosse un traffico losco di volumi proibiti che,
una volta tradotti e copiati, potevano far comodo alle alte sfere politiche.
Allo
scopo di giungere alla verità, iniziò a dar segni di demenza per non attirare
l’attenzione sulle sue indagini che lo portarono, un giorno, ad entrare di
nascosto nell’ufficio dell’abate.
Al
suo interno vi trovò un sacco di libri eretici legati alla stregoneria e lì i
suoi sospetti trovarono conferma: quei libri, in mano a copisti che sapevano
scrivere ma non leggere, sarebbero stati custoditi in un luogo sacro ed
insospettabile alla mercé dei potenti che avrebbero potuto usufruirne per i
loro biechi traffici.
Purtroppo
venne scoperto da Andres e Segundo e, per non rischiare la vita, si finse pazzo
finendo per essere considerato tale.
Prima
di congedarsi ci dirà che Martin possiede un mazzo di tarocchi con i quali
prevede il futuro: il cuoco, quindi, conosce le pratiche arcane.
Cucina
Esaminiamo
la cesta di lattuga
per terra per scoprire un sacchettino che dovremo prendere. Esaminiamo
il sacchettino per trovarci dentro il mazzo di tarocchi di Martin; esaminiamo
anche il mazzo di tarocchi per rinvenirne uno raffigurante un
pentacolo simile a quello visto disegnato sul pavimento della biblioteca.
Refettorio
Parliamo con
Martin che,
di fronte all’evidenza dei fatti, confesserà che il mazzo di tarocchi è suo. Si
scoprirà che si tratta di un regalo della sua povera madre, incriminata e
condannata al rogo per stregoneria: quel mazzo è l’unico ricordo che Martin
conserva di lei.
Leonardo
aveva già compreso tutto quanto e saprà da Martin che il pentacolo, o Talismano
di Saturno, è un potente mezzo eretico con il quale, secondo le pratiche
stregonesche, sarebbe possibile invocare Berserk, inviato del demonio e suo
potentissimo emissario, che per poter agire portando morte e distruzione sulla
Terra, ha bisogno di possedere un corpo materiale.
Ecco
svelato il fine ultimo dell’assassino: completare l’evocazione del demone…
Alla
fine del dialogo saremo convocati in assemblea.
Sala capitolare
Dopo
il preambolo animato di Segundo, si terrà l’arringa dell’inquisitore che
accuserà Eladio come colpevole degli omicidi avvenuti.
Svelerà
che, in passato, Eladio aveva rubato in Tarragona un’importante reliquia
assieme ad un suo complice traduttore…è evidente che questi dovette essere
Umberto, dal momento che i due giunsero insieme presso l’abbazia.
Emessa
la sentenza, Nazario condanna Eladio (assente all’assemblea) al rogo.
Ospedale
Eladio
è sparito ed esaminando la porta dell’ospedale scopriremo che è
chiusa: se l’erborista e Umberto erano complici è più che necessario poter
entrare nell’ospedale.
Cimitero
Parliamo con
Egidio di
diverse cose per sapere che non ha la chiave dell’ospedale e che non può
aprirci la cella di Umberto: per ordine dell’Inquisizione nessun frate deve più
aiutare Leonardo.
Usiamo
la lettera presa nell’ufficio di Segundo con Egidio per renderlo molto più
malleabile: sapremo che, a San Torcuato, egli causò involontariamente la morte
dell’abate sotto gli occhi si Segundo.
Questi,
per assicurarsi i suoi servigi, riferì che il tutto, benché si trattasse di un
incidente, fu causato dalla sua intemperanza ed ottenne di poterlo portare a
Nostra Signora della Natividad per correggerne i difetti.
In
realtà, una volta giunti li, egli scrisse la lettera per ricattarlo ed averlo
sempre in pugno.
In
cambio della lettera Egidio ci aprirà la cella di Umberto.
Chiesa
Potremo
entrare nella cella di Umberto. Esaminiamo tutto e poi chiediamo a
Bruno una mano per spostare il letto.
Sotto
di esso vedremo una piccola buca: esaminandola noteremo che al suo
interno c’è qualcosa di metallico che non riusciremo a prendere.
Fucina
All’ingresso
prendiamo
il martello, il piede di porco e poi andiamo da Nicolas. Il fabbro
intende rispettare l’ordine di Nazario, quindi rinuncerà ad aiutarci
restituendoci la bussola.
Prima
di uscire usiamo il piede di porco con la botte vicina all’ingresso
e da essa prendiamo un po’ di polvere da sparo.
Chiesa
Torniamo
alla cella di Umberto ed usiamo il martello per rompere la bussola,
quindi esaminiamone
i resti per prendere il magnete.
Usiamo
il magnete sul crocifisso che abbiamo in inventario ed usiamo il tutto sulla
piccola buca sul pavimento
per ottenere una piccola chiave.
Scendendo
in chiesa dirigiamoci verso l’altare prendendo una delle due candele sui lati.
Biblioteca
(Passando al primo piano vicino alla
scrivania di Umberto saremo “vittime” di un bug per il quale vedremo il
cadavere del traduttore a terra con, ai suoi lati, Eladio e Tomas…)
Al
piano terreno avviciniamo Tomas e chiediamogli un libro di demonologia: verremo
duramente rimproverati da Marcello per questo.
Tomas ci dirà
che, per ordine dell’abate, da stamane nessuno può entrare in biblioteca; sapremo anche che una volta
Martin fece la stessa richiesta avanzata poc’anzi da Leonardo e che, per
questo, fu ammonito dall’abate.
Cucina
Entriamo
e usiamo
la candela col fuoco per accenderla, dopo di che usiamola
con la padella piena d’acqua. La cera brucerà lasciando libero lo
stoppino.
Ospedale
Usiamo
la polvere da sparo nella serratura della porta, quindi usiamo anche lo stoppino della
candela su di essa: L’idea sarebbe buona ma prima lo stoppino deve
diventare infiammabile.
Cantina della cucina
Usiamo
il recipiente di Eladio con il tappo della botte per riempirlo di vino, quindi
usiamo
lo stoppino con il recipiente per immergervelo dentro facendolo
diventare infiammabile.
Ospedale
Possiamo
ora usare
lo stoppino con la polvere da sparo nella serratura per creare la
miccia del nostro esplosivo. Ora bisogna accenderla.
Chiesa
Dirigiamoci
verso l’altare per prendere anche l’altra candela.
Cucina
Usiamo
la candela col fuoco
per accenderla.
Ospedale
Usiamo
la candela accesa con lo stoppino
e, dopo un piccolo botto, la porta sarà aperta. Di Eladio non c’è traccia ma in
compenso, nella parte posteriore della sala, potremo usare la chiave di Umberto con
l’armadietto di Eladio per poterlo aprire.
All’interno
troveremo
e prenderemo due pagine di carta contenenti la traduzione delle due
pagine di libro mancanti dal volume di Bruno che spiegano come effettuare il
rito per evocare Berserk.
Dentro
l’armadio troveremo e prenderemo anche un piccolo scrigno,
contenente, forse, la reliquia che Eladio ed Umberto rubarono in Tarragona.
Forse
Nicolas potrà aprirlo ma, a questo punto, Bruno ci abbandonerà dicendosi stufo
di infrangere regole e moralità in nome della verità.
Fucina
Nicolas
non c’è ma ai piedi del palo vicino all’ingresso troveremo e prenderemo un foglio
di carta appallottolato.
Esaminandolo scopriremo dove trovare
Nicolas.
Refettorio
Troveremo
a terra il corpo del povero Nicolas morto. In una scena animata vedremo,
all’ospedale, il povero Bruno solo e spaventato avvicinato da abate, priore e
inquisitore.
Quando
la scena tornerà giocabile, esaminiamo il cadavere di Nicolas
per scoprire che è stato avvelenato.
Proprio
in quell’istante arriveranno tutti quanti: Nazario ci farà perquisire in quanto
sospettati di complicità in omicidio.
Ci
troverà così in possesso delle pergamene demoniache, della reliquia rubata da
Eladio e della carta dei tarocchi raffigurante il pentacolo che Tomas
confermerà subito essere uguale a quello rinvenuto in biblioteca: Leonardo è
condannato al rogo.
Pira dell’esecuzione
E’
notte quando Leonardo viene condotto alla pira innalzata all’esterno
dell’abbazia: prima che essa venga accesa il nostro eroe dichiarerà di sapere
chi è il vero assassino ma non verrà creduto.
Il
fuoco inizierà ad ardere, mentre Leonardo maledice Nazario accusandolo di aver
sempre sognato la sua morte.
Quando
il fuoco si alimenterà andranno via tutti tranne Bruno e le guardie; esaminando
bene il palo troveremo una tacca sulla quale potremo usare
il crocifisso.
Adesso
usiamo
le corde con il crocifisso per cinque volte: non appena le guardie
si volteranno il palo a cui Leonardo è legato cadrà tramortendo un soldato.
All’altro penserà Leonardo che, una volta liberatosi ed una volta aver dato un
sonoro ceffone a Bruno, farà pace con il suo novizio preparandosi a concludere
la storia.
Ospedale
Dentro
l’ospedale si cela l’assassino, ormai pronto ad invocare Berserk. Ormai
sappiamo chi è, vero?
Certo,
è Tomas che
interrogato da Leonardo, ci dirà di aver atteso per anni quel
momento: suo padre, il vero possessore del libro donato da Bruno all’abate, era
stato bruciato al rogo come eretico ed aveva una grande conoscenza delle
pratiche oscure.
Tomas
aveva chiesto apposta di poter divenire copista dell’abbazia perché sapeva che,
con il circolo di libri proibiti voluto dall’imperatore e diretti qui, presto o
tardi ne sarebbe venuto in possesso.
Entrato
in biblioteca scoprì così le brame di sapere di Anselmo che, aiutato da
Goffredo, si dedicava alla lettura dei libri proibiti.
Tomas
allora ricattò Goffredo ottenendo di poter studiare i libri inerenti l’abbazia
e venendo così a conoscenza dei suoi antichi passaggi segreti, trovando il modo
di poter accedere agli archivi durante la notte.
Goffredo
lo sapeva e, impaurito dall’arrivo di Leonardo, decise di far sparire le prove
nascondendo il libro tra quelli da dare ad Umberto (era comodo per lui venirne
in possesso essendo assistente di Marcello) e la pergamena di Anselmo
all’interno della sua tomba, convinto che nessuno li avrebbe ritrovati.
Tomas,
dopo averlo scoperto, gli diede appuntamento al cimitero e lo uccise perché
l’allora assistente bibliotecario si rifiutò di dargli il libro: era certo,
inoltre, che godendo della stima di Marcello avrebbe potuto divenire il suo
nuovo assistente.
Riuscì
quindi ad impadronirsi della pergamena e del libro, ma necessitava della
traduzione per l’invocazione di Berserk.
Portò
allora i fogli a Umberto che, compresone il significato, si rifiutò di
darglieli firmando la sua condanna a morte: Tomas lo uccise strangolandolo con
il cordone della sua veste: Leonardo, quando fu ritrovato il cadavere di
Umberto, si accorse che Tomas non aveva la cinta…
Cercò
quindi il libro tra quelli che Umberto doveva ancora tradurre e lo trovò non
ancora tradotto: lo prese comunque rimandando lo studio dell’invocazione alla
notte quando non riuscì a completarla per l’arrivo di Leonardo e Bruno.
Fuggì
strappando dal libro la pagina del pentacolo e, per la fretta, commise due
errori: il primo manifestando apertamente il suo interesse per l’occulto. Erano
in tre a poter accedere agli archivi ma solo lui si interessava di esoterismo.
Il
secondo quando, di fronte alle accuse di Nazario, disse che il pentacolo sul
tarocco trovato addosso a Leonardo corrispondeva con quello ritrovato in
biblioteca: se da quella mattina in poi vigeva l’ordine tassativo di non
entrare in biblioteca, come poteva aver visto il pentacolo negli archivi?
Tomas
proverà ora a terminare l’invocazione e Leonardo tenterà di fermarlo: dopo aver
appiccato il fuoco all’ospedale Tomas farà svenire Leonardo e Bruno proverà a
sbarrargli il passo lottando con lui.
I
frati si accorgeranno dell’incendio mentre Leonardo si sveglierà tra le fiamme.
Prendiamo
allora il contenitore sul tavolo ed usiamolo col secchio al suo lato destro: il vapore farà aprire il
contenitore.
Usiamo
il contenitore col libro
e quindi il contenitore col secchio per prendere dell’acqua.
Usiamo
ancora il contenitore col libro
e finalmente, una volta raffreddato, potremo prenderlo.
Usiamo
il libro sul fuoco
per dare il via alla lunga sequenza conclusiva.
I
frati accorsi appresso all’ospedale vedranno Bruno lottare contro Tomas mentre
Leonardo, uscito dall’incendio, richiamerà l’attenzione del giovane frate
impazzito gettando il libro dentro l’edificio in fiamme.
Tomas
entrerà per recuperarlo un istante prima che il tetto dell’ospedale gli crolli
addosso ponendo fine alla sua vita.
Nazario
vorrà ancora arrestare Leonardo, asserendo che se Tomas aveva ucciso Goffredo,
Umberto e Nicolas non poteva aver ucciso Anselmo, delitto per il quale accusa
di nuovo il suo rivale.
Leonardo,
allora, ci dirà chi è il vero assassino di Anselmo e, in realtà, anche di
Nicolas: è Segundo che, in realtà, non voleva uccidere il custode ma l’abate
per poter prenderne il posto.
Chiese
a Nicolas di andare a far scorte di carbone quando la fucina ne era ancora
abbondantemente provvista; rubò dalla stessa il tagliasiepi ordinato e mai
ricevuto da Arcadio e con esso provò a tagliare la grossa fune del turibolo
danneggiando le lame dell’attrezzo.
Per
far si che Nicolas non se ne accorgesse ordinò, sotto minaccia, a Egidio di
riparare il tagliasiepe ma il lavoro non venne bene.
Nicolas
se ne rese conto e, facendo due più due, iniziò a sospettare di Segundo
manifestando all’abate il desiderio di parlargliene.
Per
non essere scoperto, Segundo lo tolse di mezzo sperando che né Leonardo né
l’inquisizione se ne sarebbero accorti.
Una
volta andati via tutti dall’abbazia avrebbe tentato nuovamente di uccidere
l’abate e il suo piano sarebbe potuto riuscire.
Segundo
viene allora espulso dall’abbazia e se ne va al seguito di Nazario che si
allontana con la sua scorta giurando vendetta: termina qui una lunga notte.
7.
EPILOGO
Il
mattino seguente Leonardo è pronto a lasciare l’abbazia: viaggerà da solo perché
Bruno resterà lì a studiare.
L’abate,
Marcello e il suo ex novizio lo salutano mentre egli si allontana dopo aver
dichiarato di voler tornare alla corte dell’imperatore onde evitare che possa
commettere altre sciocchezze.
Complimenti!
Abbiamo terminato “The Abbey”, e dopo i titoli di coda ci sarà detto quanta
percentuale di segreti siamo riusciti a scoprire…

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