Se
mi chiedete "Che cosa è Doom?" vuol dire che siete
davvero ultra-giovanissimi, e vi invidio un po'…
Dire
DOOM per un qualsiasi “giovanotto” degli anni ‘90/inizio 2000 significa evocare
la pietra miliare dei giochi sparatutto, degli FPS feroci e velocissimi,
manifestatasi in una serie di videogiochi sviluppata da id Software prima
e da Bethesda poi a partire dal 1993 e, almeno fino ad oggi, fino al 2025.
Se
pensate che io stia esagerando, sappiate che dal suo debutto dei primi anni '90
ad oggi, i suoi Capitoli hanno venduto più di 10 milioni di copie, ispirando
tra le altre cose la produzione di due film.
La
serie di videogiochi, divisa per capitoli e sequenzialmente in funzione della
data di uscita, è la seguente:
“Doom”,
1993;
“The
Ultimate Doom”, 1995;
“Doom II:
Hell on Earth”, 1994;
“Master
Levels for Doom II”, 1995;
“Final Doom”,
1996;
“Doom 64”,
1997;
“Doom 3”,
2004;
“Doom 3: Resurrection
of Evil”, 2005;
“Doom 3: BFG
Edition”, 2012;
“Doom”,
2016;
“Doom VFR”,
2017;
“Doom
Eternal”, 2020;
“Doom 64”,
2020 (remastered);
“Doom: VR
Edition”, 2021;
“Doom
Eternal: The Ancient Gods”, 2021;
“Doom:
The Dark Ages”, 2025.
Ognuno
di questi giochi, a livello di trama, ha una base comune: un marine (genericamente
chiamato “Doomguy”), spedito a servizio dell'organizzazione militare
immaginaria U.A.C. (Union Aerospace Corporation), combatte contro orde di
demoni e non morti per salvare la Terra dall’invasione delle forze
infernali.
Il
pianeta Marte è un altro punto in comune tra i capitoli, così come i demoni da
affrontare e l’arsenale di armi a disposizione del Doomguy, alcune delle quali
sono divenute iconiche nella storia del Videogame.
I
giochi sono sviluppati a livelli successivi, nei quali il protagonista parte
armato di una pistola e, nel corso del gioco, colleziona altre armi,
protezioni, oggetti di ripristino della salute e bonus/potenziamenti vari.
Ogni
tot livelli (associati quasi sempre ad una specifica area) il Doomguy affronta
una Boss Fight che, una volta vinta, gli permette di avanzare verso una nuova
area.
Lo
schema è quello di un’altra famosa saga della id Software, “Wolfenstein”,
FPS formalmente e graficamente identico a Doom con un protagonista altrettanto
iconico (B.J. Blazkowicz) che spesso è stato o scambiato o collegato al Doomguy
come suo presunto trisavolo: in “Doom II”, addirittura, sono presenti
due livelli segreti ambientati proprio all’interno di “Wolfenstein”.
E
anche in questo senso, la saga non è avara di citazioni.
Dopo
questa (lunga) premessa, torno al tema del titolo di questo post.
Ognuno
dei capitoli della serie ha, ovviamente, una propria trama e può essere giocato
indipendentemente dalle altre.
Perdo
un altro pochino di tempo a riassumervele.
DOOM (1993)
Anno
2022. Un soldato marine viene trasferito sul pianeta Marte per aver
assalito un superiore che gli aveva ordinato di sparare su civili disarmati.
Costretto
a lavorare per la “Union Aerospace Corporation” (UAC), Doomguy viene inviato ad
indagare su un misterioso incidente avvenuto nel corso dello svolgimento di
esperimenti militari sul teletrasporto tra le due lune del pianeta, Phobos e Deimos: orde di
mostri hanno cominciato ad uscire dai portali di teletrasporto e il satellite
Deimos è letteralmente sparito dallo spazio.
Il
personale presente su Phobos è stato trucidato o trasformato in zombie, per cui al marine appena arrivato sulla luna rimasta viene chiesto di restare
all'esterno della base per mantenere le comunicazioni con Marte, mentre il
resto della squadra entra nell'edificio.
Dopo
poco il contatto radio con gli altri membri della squadra si interrompe e
il marine decide di entrare per indagare sull'accaduto.
Il
titolo di articola in tre episodi, ognuno contenente otto livelli più uno
segreto e facoltativo, raggiungibile attraverso un'uscita nascosta.
Knee-Deep in the Dead
Doomguy
si trova all'interno della struttura High-Tech della UAC a combattere
orde di zombi infernali e creature ormai fuse con la stessa tecnologia
sviluppata su Marte.
Arriva
presto alla conclusione logica di stare combattendo dei Demoni Biblici.
Tutta
la frustrazione e rabbia verso lo stesso corpo militare che lo ha tradito,
trasforma la sua missione di ritornare sano e salvo su Marte in una sadica
frenesia omicida che vede la "...lacerazione e la distruzione" di
ogni essere sovrannaturale ancora in vita.
La
missione quindi prevede di raggiungere il teletrasporto e tornare a casa sano e
salvo, e con una miriade di sangue demoniaco sulla divisa.
Ma
il teletrasporto è sotto la custodia di due Baroni Infernali armati di cannoni
al plasma.
Una
volta sconfitti, il Doomguy cadrà in un'imboscata che lo lascerà strisciante in
fin di vita.
Shores of Hell
Doomguy
si risveglia nella base installata sulla luna di Deimos, le cui aree sono
parzialmente invase dalla tecnologia dei demoni.
Non
ha memoria dell’imboscata precedente, ma non importa: massacrando ogni essere
che si muove e dopo aver battuto il Cyberdemone a fine livello, si scopre la verità sulla luna scomparsa: a causa dell’apertura
dei portali si trova ora sospesa sopra l’Inferno.
Inferno
Doomguy
scende all’Inferno e scopre le vere intenzioni che si celano dietro il
"rapimento" della luna di Deimos: la conquista dell'intera
galassia.
Al
comando delle forze oscure vi è il terribile Spider Mastermind, un
cervello gigante impiantato su una struttura aracnide metallica armata con
tutte le più terribili armi che si possano immaginare.
Una
volta sconfitto, potrà finalmente lasciarsi alle spalle tutto quell'orrore
e tornare a casa dalla sua famiglia.
Ad
attenderlo però, una terribile sorpresa: non sappiamo quanto tempo sia passato
dal suo viaggio verso Deimos e ritorno, ma è stato sufficiente a far sì che le
forze demoniache conquistassero il pianeta e uccidessero il 60% della
popolazione, fra cui Deisy, l’adorata coniglietta domestica del nostro
protagonista.
The Ultimate Doom
Espansione
del 1995, aggiunge un quarto episodio, “Thy Flesh Consumed”,
riguardante il viaggio di ritorno del marine.
Questo capitolo è composto da nove livelli: sia il nome dell'episodio stesso (traducibile con "La tua carne sarà consumata", da Proverbi 5:11) che quelli dei singoli livelli, ad eccezione del livello segreto, sono tratti da alcuni passi della Bibbia di Re Giacomo.
DOOM 2 (1994)
Il
Marine ritorna a casa sulla Terra, scoprendo che il pianeta è stato conquistato
dalle forze degli inferi, le città sono in fiamme, le due realtà (quella eterea
e quella fisica) sono divenute tutt'uno, i pochi umani sopravvissuti sono
detenuti all'interno di strutture sorvegliate dell'esercito oscuro e hanno
osato ammazzare Daisy!
Il
gioco si articola su 30 livelli nei quali si scopre che i sopravvissuti della
popolazione terrestre sono tenuti prigionieri sul pianeta e l'unico modo per
fuggire si otterrebbe tramite l'uso del Porto Spaziale ARCA (“Missione Alpha”).
I
demoni ne sono consci e hanno innalzato un campo di forza attorno al Porto Spaziale
in modo da impedire l'atterraggio delle navi.
Il
marine deve combattere per disattivare il campo di forza: quando i superstiti
sono stati evacuati, il marine rimane l'unico essere umano sulla Terra senza
ormai più speranza: troppo lontano dal porto e circondato dall'esercito
demoniaco, il Doomguy viene abbandonato sulla terra esausto.
Le
orde infernali non cessano ad arrivare e l'ottimismo viene velocemente spazzato
via dalla mole di nemici in avvicinamento, ma un minuto dopo riceve un
messaggio via radio dagli umani in orbita, che hanno scoperto la sorgente
dell'invasione, situata sotto un laboratorio UAC in disuso da tempo:
raggiungendola, il marine può fermarla (“Missione Bravo”).
Raggiunto
Bravo scoprirà che la sorgente ospita il "...demone più grande mai
esistito": si presenta come un enorme testa caprina incastrata in un
macchinario metallico che gli infligge pene mostruose e allo stesso tempo gli
espone il lobo frontale al vento, permettendo così l'uscita di demoni dalla
fessura cerebrale centrale, il suo nome è “Baphomet” (Icon of
Sin).
Distruggendone
il cervello ed evitando l'incalzante numero di demoni creati da esso, il Marine
riesce a sconfiggerlo lasciando l’Inferno in rovina.
Al
termine del caos il Marine inizia il suo lento ritorno a casa, in attesa dei
piani per la Ricostruzione della Terra.
FINAL DOOM (1996)
Il Doomguy è
riuscito a salvare il mondo dalle orde infernali in Doom II e si
trova ora di fronte a due nuove sfide.
TNT: Evilution
Dopo
la liberazione dai demoni della Terra, la UAC è stata rifondata e le sue
ricerche sul teletrasporto riattivate.
Tuttavia,
per maggior sicurezza, i laboratori sono stati costruiti su IO, una delle lune
di Giove e un intero battaglione di marine si
trova di stanza sul posto per fronteggiare eventuali tentativi di attacco da
parte dei demoni.
Durante
un esperimento le truppe infernali tentano un assalto che viene però respinto
dai marine comandati dal Doomguy, rientrato ufficialmente in servizio.
Quando
tutto il personale pensa di essere ormai al sicuro dall'invasione, un'astronave
si materializza in orbita di IO: gli uomini della UAC pensano sia la nave di
rifornimento inviata dalla Terra, ma trattarsi di una nave costruita dai
demoni, realizzata in acciaio, ossa e corruzione, da cui piovono sulla base
centinaia di creature infernali.
Ben
presto i mostri si spargono nella base ed i marine, presi alla sprovvista, non
riescono a respingerli.
Tutti
gli esseri umani vengono uccisi o resi zombie tranne il Doomguy, non presente
al momento dell’invasione impegnato in un'esplorazione fuori dalla base.
Tornato
alla base, in un percorso articolato su 32 livelli, scopre quanto è accaduto e decide di entrare in azione, per eliminare
nuovamente i demoni: raggiunto il centro della fortezza spaziale, egli scopre
l'esistenza di una seconda Icona del Peccato (nota come Demon-Spitter).
Il
Doomguy riesce a vincere la battaglia, ma dal teschio scarnificato del Demon-Spitter fuoriesce
una strana e misteriosa sfera blu pulsante luce eterea.
The Plutonia Experiment
Le
orde infernali minacciano una nuova terribile invasione e tutto comincia quando
la UAC decide di avviare ricerche su come impedire che i demoni possano
sfruttare la tecnologia dei teletrasporti per future invasioni.
I
ricercatori mettono a punto un prototipo di "acceleratore quantico",
uno strumento in grado di chiudere portali di teletrasporti quando questi
vengono aperti.
Per
realizzare questo prototipo era necessario capire come fanno i portali ad
aprirsi.
Nel
corso del primo test dell'acceleratore quantico tutto funziona perfettamente,
lo strumento chiude il portale dimensionale aperto dai demoni, uccidendo
all'istante il Cyberdemone che lo stava ancora attraversando.
Pochi
giorni dopo una serie di sette portali viene aperta all'interno della struttura
UAC permettendo ad un plotone demoniaco di passare ed impadronirsi del
prototipo, che nel frattempo rischia il sovraccarico per il troppo stress.
La
struttura UAC viene invasa e gli umani uccisi o resi zombie.
In
ultimo, l'acceleratore quantico viene rubato da un demone guardiano.
Temendo
che il prototipo possa essere sfruttato dai demoni contro l'umanità, il
quartier generale dei Marine ordina un assalto contro la struttura UAC.
Il
Doomguy, che CASUALMENTE si trovava vicino al luogo dell'invasione, decide di
entrare in azione per evitare che il tempo giochi a sfavore della Terra, sterminando
e trucidando ogni demone ancora in vita in 32 livelli fatti di violenza e adrenalina.
Il
suo viaggio interminabile attraverso i portali lo riporteranno all'inferno,
davanti all'antico "Alveare del Diavolo", qui si scontra con il
"Gatekeeper”, un'entità demoniaca simile all'Icona del Peccato con
una particolare capacità nello sfornare demoni.
Una
volta sconfitta la bestia, il Doomguy recupera il prototipo e se ne
torna sulla terra, consegna il giocattolino ai militari della UAC e,
andandosene per i fatti suoi, resta in attesa di nuovi ordini.
DOOM64 (2001 e 2020)
Dopo
i successi del Doomguy i leader mondiali hanno deciso di mettere in
quarantena tutte le strutture di ricerca UAC a causa degli altissimi livelli di
radiazioni.
Le
strutture UAC rimasero quindi completamente deserte per alcuni anni, fino a
quando un satellite lanciato per monitorarle invia un messaggio sulla Terra: una strana entità
denominata la “Madre di tutti i Demoni”, potenziata dalla continua
esposizione alle radiazioni, è riuscita a fuggire dal contenimento su Phobos
ed ha alterato i tessuti dei demoni in decomposizione riportandoli in
vita.
Doomguy
viene inviato in solitaria per cercare di contenerli il più possibile.
Egli
accetta, pur soffrendo di terribili incubi causati dai precedenti viaggi negli
Inferi. Dopo essersi fatto strada tra orde di demoni nel laboratorio di Phobos trova
un portale per l'Inferno e capisce che i demoni stanno cercando di attirarlo
nella loro dimensione per costringerlo ad affrontare la Madre.
Prima
della battaglia finale, il marine ottiene l' “Unmaker”, una potente arma
grazie alla quale riesce a sconfiggerla.
Nella
scena finale Doomguy, ormai segnato da questa traumatica avventura e
consapevole del fatto che le armate infernali non cesseranno mai di attaccare,
decide di sacrificarsi rimanendo all'Inferno per far sì che nessun demone
riesca mai più a uscirne.
Il gioco si articola su 40 livelli, 32 liberi e 8 segreti.
Nel
Remaster del 2020 furono aggiunti sette nuovi livelli, nei quali viene rivelato
che la Madre Demone ha un clone e che Doomguy è costretto a tornare su Phobos per
sconfiggerla.
DOOM (2016)
Anno 2150: la
Terra è in preda ad una gravissima crisi energetica.
Il
dottor Samuel Hayden prende in mano la situazione costruendo un
impianto UAC sulla superficie di Marte alla ricerca di un'energia
pulita che possa ribaltare le sorti del pianeta.
Scopre, tramite una spedizione le cui sorti sono ignote, l'esistenza della Argent, una forma di energia potentissima ed apparentemente infinita fuoriuscente da una discontinuità della superficie marziana chiamata Frattura Argent.
Geolocalizzandone la provenienza, con enorme sorpresa scopre che proviene da un'altra dimensione, anzi...dalla più pericolosa di tutte: le viscere più oscure dell'Inferno.
Il
dott. Hayden decide di usufruirne per risolvere la crisi terrestre e adegua la struttura UAC per renderla utile allo studio dell'Energia Argent ed alla sua raffinazione.
La
sua collaboratrice, la dottoressa Olivia Pierce, una volta scoperta
l'esistenza dell'inferno fonda presso il suo laboratorio top secret ("Lazarus") un culto oscuro fra i membri della divisione
tecnico/scientifica UAC con lo scopo di fondere la materia
fisica con quella eterna dei Demoni, mentre il dottor Samuel Hayden sfrutta in segreto l'energia Argent per sviluppare nuove armi e
avanzamento tecnico militare, compresa la fusione fra Demoni e Tecnologia Avanzata, con
lo scopo di rivendere il risultato al miglior offerente.
La UAC sviluppa quindi la tecnologia di teletrasporto multi-dimensionale e durante un'esplorazione all'Inferno Hayden porta alla luce diversi manufatti demoniaci, fra cui uno strano e pesantissimo sarcofago (situato nel "Santuario Kadingir")
dove, fra le poche scritte indecifrabili incise sul coperchio, si può intuire
che contenga "Lo Slayer", una figura mitologica divinizzata dagli
umani e temuta dai demoni, identificata sul sarcofago da un glifo magico.
La UAC attiva quindi su Marte un dispositivo per il trasporto
dimensionale per inviare sulla Terra questa forza infinita dell'Inferno sotto forma di
energia raffinata Argent grazie ad un dispositivo di
trasmissione a torre ("Torre Argent").
La
dott.ssa Pierce, però, si muove in anticipo e richiudendosi nei suoi uffici usa il dispositivo di Teletrasporto per aprire un portale diretto agli Inferi dal quale fuoriesce
ogni sorta di demoni, ad alcuni dei quali sono state applicate armi terribili come da
prototipi del Dott. Hayden.
I
demoni, in un attimo, assalgono la stazione di Marte massacrando e brutalizzandone gli impreparati occupanti.
Il professor Samuel Hayden, avendo compreso in anticipo le intenzioni della collega (di ciò si ha evidenza in un dialogo tra ologrammi visibile nella Struttura Argent), aveva recuperato il sarcofago proprio sperando di poterlo usare come ultima risorsa contro una eventuale invasione: adesso, visto il precipitare della situazione, il marine viene risvegliato e dopo aver recuperato la sua armatura e le armi direttamente sul campo, procede nella base liberandosi di tutti i demoni che gli si parano davanti in 13 livelli in crescendo di difficoltà e violenza.
Ignorando
tutti i tentativi di comunicazione e contatto del dott. Hayden barricatosi nel suo ufficio protetto, il marine distrugge
tutte le riserve di energia Argent che Olivia aveva
indirizzato verso la Torre, sperando che questa potesse servirle per trasferire sul pianeta anche l’orda demoniaca.
Una volta raggiunta, egli scopre che la Pierce è affetta da Scoliosi Idiopatica: la sua spina dorsale si sta lentamente deteriorando, in non molto tempo finirà sulla sedia a rotelle e per questo ha stretto un patto oscuro con i Demoni.
Sconfitta la sua retroguardia e messa con le spalle al muro in cima della torre, prima di essere
uccisa dal Marine Olivia si sacrifica lanciandosi nel flusso energetico Argent portando con se un accumulatore rubato: l'esplosione conseguente libera un'energia terribile che apre spontaneamente un portale dentro cui il marine viene risucchiato all'Inferno.
Qui, facendosi strada tra orde demoniache, rintraccia i resti della missione Hayden tra i quali scopre il suo passato e ne identifica la terribile sorte: i membri di quella squadra sono tutti morti ed i loro corpi tracciano un cammino di sangue verso il santuario di Kandyngir.
Qui Doomguy riconosce in quella struttura di pietra la sua dimora passata e forzata, trovando anche un portale che lo riporta sul pianeta rosso.
Una
volta tornato, il marine incontra Hayden nel suo ufficio presso i Laboratori di Ricerca Avanzata, dove questi lo informa che la Torre Argent è stata danneggiata irrimediabilmente e che quindi il portale demoniaco non si può chiudere dal lato marziano,
ma solo dagli Inferi.
Hayden chiede al marine di recarsi presso i Laboratori Lazarus per scoprire su cosa Olivia stesse lavorando.
Dopo aver recuperato un cannone
BFG-9000 dalla Ricerca Avanzata, nell'ufficio personale di Olivia Doomguy ritrova la “Pietra Helix”, un artefatto
su cui è inciso lo stesso glifo presente sul suo sarcofago, nella speranza che su
di essa sia riportato il modo di sconfiggere i mostri.
Studiandola egli ha delle visioni che, unite alle deduzioni di Hayden, permettono di capire che l'unico modo di sconfiggere le forze
del male è recuperare ed usare il Crogiolo, una reliquia che pare possedere il potere di distruggere la fonte di energia demoniaca chiamata il "Pozzo".
Prima di andarsene, tramite visione olografica, il marine scopre come la Dott.ssa Pierce abbia promesso ai demoni il via libera verso la Terra in cambio di salvezza, vita eterna, potere, ricchezza e dominio.
Egli torna quindi all'Inferno aprendo un nuovo portale tramite un accumulatore di energia Argent estratto dal corpo di un gigantesco Cyberdemone.
Addentrandosi nel Regno dei Titani, zona ricavata dai cadaveri di antichi e giganteschi demoni, sconfigge le due Guardie Infernali che lo custodiscono e si appropria del Crogiolo, venendo raggiunto dai fantasmi dei suoi compagni caduti che lo omaggiano (si intuisce qui che il marine sia membro di un ordine di cavalieri), prima che un nuovo portale lo teletrasporti nuovamente su Marte.
Durante il suo percorso rinviene le "Tavole Corrax", testimonianze dirette di una figura chiamata "Il Distruttore", un eroe temuto dagli Inferi, reso invincibile ed eterno dai Serafini angelici, la cui rabbia avrebbe causato la fine del Regno Oscuro.
Ora resta solo da disattivare il Pozzo e per farlo occorre tornare un'ultima volta all’Inferno: su Marte il dott.
Hayden gli dà le coordinate di arrivo ma, senza più energia Argent a disposizione, l’unico modo per aprire un nuovo portale è sovraccaricare il nucleo di VEGA, il super-computer A.I. che gestisce l’intera colonia sul pianeta.
Una
volta spento il sistema di raffreddamento ad azoto liquido, VEGA esplode spedendo il Marine sul suolo del pianeta Argent D’Nur.
Qui
va in scena la resa dei conti contro i demoni, che cercano di impedirgli di arrivare al Pozzo e di liberare lo spirito dei “Wraith”, entità ancestrali la cui energia è stata soggiogata dai demoni per purificare il flusso di energia Argent ed indirizzarla verso Marte (...e non solo?).
Ad
attenderlo nei pressi dell’ultimo pentacolo di teletrasporto ci sono le anime dei suoi compagni
caduti (durante una guerra di cui non ha più memoria), orgogliosi del loro
ultimo fratello d'armi.
Una
volta salutati egli lo attraverserà per sventare definitivamente il piano di
invasione di Olivia Pierce.
Ora però dottoressa è consapevole di essere stata ingannata ("...mi avevano promesso cosi tanto...") e pregna di odio
verso di lui si trasforma nella Aracnomente
Suprema. Doomguy non indietreggia di fronte a lei e la finisce per sempre distruggendola con la BFG-9000.
Subito dopo la vittoria, il tethering automatico installato a tradimento nella sua armatura da Hayden lo richiama su Marte, dove scopre suo malgrado di essere stato ingannato a sua volta.
Hayden lo lascia fluttuare intrappolato dentro un limbo elettronico e gli ruba il Crogiolo.
In questo momento si scopre che esso è una spada la cui lama è costituita da energia Argent pura che gli permetterà di riattivare il programma
energetico per i propri scopi bellici/finanziari.
Pur
essendo consapevole che il marine ha ragione sul fatto che l'unico modo di
trattare con i demoni è trucidarli tutti e distruggerne la dimensione, si
dice disposto a rischiare e teletrasporta il marine in un luogo
ignoto per impedirgli di interferire con i suoi piani, preannunciandogli che un
giorno si reincontreranno.
DOOM: ETERNAL (2020)
Eternal
Sono
passati otto mesi dagli eventi di Doom.
Le
forze dell'Inferno hanno iniziato a invadere la Terra, sterminandone il 60%
della popolazione anche grazie all’appoggio della corrotta UAC, ormai
pienamente sotto controllo dei cultisti infernali.
La
restante parte combatte con tutte le sue forze all'interno di una cellula
clandestina chiamata "La Resistenza".
L'umanità,
che una volta osannava il Doomguy ora noto come "lo Slayer", ora lo ripudia poiché la UAC e gli stessi
demoni hanno usato la sua immagine durante l'invasione, cantando lodi in suo
nome e chiamandolo "Il Distruttore".
La dottoressa Elena Richardson della UAC, però, ha lasciato sparsi nei laboratori raggiungibili anche dalla resistenza, registrazioni audio contenenti i risultati degli studi effettuati su tracce biologiche dello Slayer prelevate durante la sua permanenza su Marte.
Ella riferisce di aver scoperto non solo che si tratta di un Maschio Umano dalle incredibili capacità fisiche e mentali, ma anche che il suo DNA presenta tratti identificanti resistenza e resilienza di natura extraterrestre.
Anche se non è demone, la Richardson sostiene che sicuramente è differente dai comuni mortali ed inizia a maturare il dubbio fra le fila della Resistenza umana, ora capitanata dal traditore Samuel Hayden, che in realtà lo Slayer non sia un nemico ma la loro unica speranza.
In questo scenario apocalittico “Doom Slayer” torna dall’esilio coatto nel quale è stato confinato dal Dottor Hayden, forte di un nuovo arsenale a bordo di una enorme nave spaziale chiamata “Fortress of Doom” controllata dalla rediviva A.I. VEGA, installata sul Mainframe dell'enorme struttura volante: come se la sia procurata e come VEGA sia finito li sopra, non è dato di capirlo.
A bordo di essa, esplorabile e contenente anche un'arena di allenamento personale, lo Slayer ha a disposizione uno Stargate con il quale teletrasportarsi nelle varie zone di gioco.
VEGA lo informa che questa seconda invasione è stata causata alla Kahn Maykr, un essere di aspetto angelico che esercita il ruolo capo
militare e portavoce del popolo Maykr, abitante il pianeta Urdak, e che il suo scopo
è quello di alimentare la fonte di energia Argent trasmessa fin lassù dall'Inferno per salvare il suo popolo dall'estinzione.
I Maykr, infatti, sono esseri alieni soggetti ad un destino di morte per invecchiamento chiamato "Trasfigurazione", che l'Energia Argent è in grado di rallentare (o forse proprio impedire).
Il
protagonista, muovendosi di nuovo su 13 livelli, dovrà innanzitutto eliminare i tre Sacerdoti Infernali (Deag) che la Khan
Maykr ha messo a capo delle truppe demoniache di invasione terrestre.
Dopo
che egli uccide il primo sacerdote Deag Nilox a New York, la Khan Maykr
teletrasporta i rimanenti due in località ignote, costringendo il Doom Slayer a
cercarli.
Lo
Slayer recupera un localizzatore celestiale su Argent D’Nur, il mondo nativo
delle Sentinelle della Notte di cui lui ha fatto parte, dove viene avvisato dei
pericoli che corre dallo spirito del suo vecchio comandante, Re Novik di Argent
D’Nur nella reggia di Exultia.
(N.B.: se ci ricordiamo, sul precedente Doom il livello in cui lo Slayer distrugge il Pozzo si chiama proprio Argent D'Nur...)
Il localizzatore è in grado di rintracciare le Sentinelle, di cui i Sacerdoti fanno ancora parte nonostante il tradimento.
Purtroppo
il localizzatore recuperato ad Exultia non ha energia e l'unico in grado di fornirgliela è la
Sentinella della notte conosciuta come "Il Traditore" (il cui
vero nome è Comandante Valen).
Raggiunto
nelle profondità infernali, questo donerà allo Slayer un pugnale sacro in grado
di generare una piccola quantità di Energia Argent e gli chiede, con quello
stesso pugnale, di dare riposo al figlio, la cui eterna prigionia agli inferi è
il motivo per cui egli tradì i suoi fratelli.
Lo
Slayer promette di vendicare il figlio di Valen dando la libertà alla sua anima.
Il secondo sacerdote, Deag Ranak, si nasconde nella Fortezza Artica della UAC, dove vengono assemblati demoni cibernetici chiamati "Doom Hunter" in grado di uccidere le sentinelle della notte con estrema facilità.
Sconfitti
i temibili avversari, lo Slayer uccide il sacerdote e si mette sulle tracce della Khan Maykr.
Prima
però si dirige in Europa Centrale dove l'invasione ha avuto inizio e dopo
aver ucciso orde di nemici distrugge un sito strabordante di demoni chiamato Super Nido di Sangue, mettendo un forte
freno all'avanzata demoniaca.
A
causa di un disturbo del localizzatore causato dalla Khan Maykr, su consiglio
di VEGA l'eroe recupera da una base della resistenza ARC il suo vecchio Crogiolo e
i resti semidistrutti del corpo robotico di Samuel Hayden poiché solo tramite
lui è possibile localizzare l'ultimo Sacerdote.
Dopo essersi infiltrato nella Torre ARC ed aver sconfitto un Marauder (una vecchia Sentinella corrotta), lo Slayer collega la mente di Hayden al Mainframe della sua nave.
Una volta online, la rediviva memoria del professore informa il protagonista che l'ultimo stregone si trova a Sentinel
Prime, città delle Sentinelle sul Pianeta Argent D’Nur, accessibile solo dalla
città perduta di Hebeth costruita da un'antica civiltà aliena nei pressi del nucleo del Pianeta Marte.
Lo Slayer si reca quindi su Phobos dove si trova una stazione da battaglia umana assediata dai demoni.
Qui egli utilizza il super cannone orbitale BFG-10.000 per generare un immenso buco sulla superficie del pianeta rosso che gli consente di giungere ad Hebeth, da cui accede a Sentinel Prime, non prima di aver recuperato la BFG-9000 che dava energia al cannone.
Durante
il tragitto lo Slayer ha dei ricordi che rivelano le sue origini e il
motivo della sua forza sovrumana.
Ricorda il suo primo, inspiegabile, arrivo a Sentinel Prime, tanti anni prima...ricorda le diffidenze dei Deag, la fiducia di Re Novik, e le prove nell'arena, quella stessa arena dove il suo bersaglio lo attende.
L'eroe uccide l'ultimo Sacerdote Deag Grav dopo averne sconfitto il Minotauro guardiano e pone fine all'invasione sulla terra, ma questo atto lo porta ad essere espulso dalle Sentinelle controllate dalla Khan Maykr.
Re Novik lo aveva avvisato: spargere sangue delle sentinelle su Argent D’Nur equivale a tradimento.
La
Khan Maykr, inferocita, disattiva da remoto la fortezza dello Slayer per
impedirgli di intralciare ulteriormente i loro piani.
Come
ultima risorsa ella intende resuscitare l'Icon of Sin per distruggere l'umanità, controllando l'enorme Titano caprino attraverso il cuore del figlio morto del "Traditore".
Utilizzando
le energie latenti del suo Crogiolo, lo Slayer riattiva la nave e percorre un
viaggio pericoloso a Taras Nabad, capitale delle Sentinelle, per riforgiare il
suo vecchio Crogiolo ancora conficcato nel petto di un Titano, unica arma in grado di abbattere Baphomet.
Raggiunto
il campo di battaglia ricorderà anche il suo incontro col Serafino, un
Maykr che, grazie ad un macchinario genetico/spirituale chiamato Divinity Machine, agisce alle spalle dalla Khan Maykr donandogli forza sovraumana e immortalità.
A Taras Nabad lo Slayer recupera il manico del Crogiolo senza la sua lama che, se estratta, permetterebbe al Titano di risorgere.
Nelle viscere della cittadella egli quindi riforgia la sua arma letale e torna all’Inferno presso le centrali di
produzione di Nekravol, dove scopre l’orribile realtà legata alla produzione di
energia Argent.
Essa
viene prodotta a partire dal Plasma Argent, ricavato dalla sublimazione delle anime sofferenti
torturate all’inferno.
Questo fluido energetico, tramite la purificazione con l'energia dei Wraith presso il Pozzo, diventa energia Argent grezza che dalle torri di Nerkravol veniva inviata ad Urdak.
Ed è proprio questa energia che, fuoriuscendo da un'incrinatura dimensionale su
Marte (la Frattura Argent) venne scoperta dalla UAC su Marte, quando il dott. Hayden capì che poteva essere ulteriormente raffinava tramite i filtri Argent, in
modo da divenire un’energia pulita e illimitata da inviare sulla Terra.
Sfruttando ora la torre di Nekravol, lo Slayer viene teletrasportato su Urdak, dove interrompe il rituale di sottomissione che la Khan Maykr sta operando sull'Icon of Sin.
Egli spacca il cuore del figlio di Valen con il
pugnale del Traditore, rendendo il gigantesco titano incontrollabile.
Il mostro, dopo essersi liberato dalle catene che lo trattenevano, attraversa il portale davanti a lui diretto sulla Terra.
Il pianeta inizia ad essere devastato dalle forze di invasione infernali, perché la furia di Baphomet distrugge il Sacro Sigillo posto dal Padre su Urdak per impedire ai demoni di giungervi.
La Khan Maykr si ritira e lo Slayer inizia l'inseguimento, durante il quale trova un computer quantistico nel quale, inserendovi la sfera di VEGA, scopre come essa vi si integri alla perfezione.
La A.I. invoca spiegazioni al dott. Hayden, chiedendogli esplicitamente in un attimo di ricordo: "Dott. Hayden...ora ricordo...sono io il Padre?"
La Khan Maykr, furiosa, cerca la sua vendetta obbligando lo Slayer ad uno scontro epico nel quale si rivela essere un avversario durissimo.
Una volta sconfitta la Khan Maykr, il cielo si tinge di rosso: Urdak cade e una voce oscura e profonda rimbomba sui presenti: qualcuno (forse il Padre?) è furioso per ciò che lo Slayer ha fatto.
Sulla terra, l'Icon of Sin ha iniziato la sua opera di devastazione e la popolazione non ha altra speranza se non nella figura dello Slayer.
L'ultima registrazione della dott.ssa Richardson riconosce in lui il Salvatore.
Affrontando l'ultima crociata tra le forze infernali, l'eroe raggiunge Baphomet ultimando uno scontro durissimo con la morte del Titano, trafitto al petto dal suo Crogiolo.
Compiuta la missione, il Doom Slayer si allontana lentamente dal campo di battagia, mentre viene
mostrato il Sistema Solare devastato con in sottofondo la voce di Re Novik
il quale afferma che la lotta dello Slayer è eterna.
The Ancient God 1
Poco tempo dopo gli eventi di Eternal "l'ARC" (2152) ha la sua base su una nave da guerra situata in mezzo all'oceano, in modo da non essere facilmente rintracciabile dalle forze demoniache che hanno ricominciato a fuoriuscire da portali che si aprono in diverse parti del mondo.
Il
personale dell'ARC è intento a preparare il portale per il trasferimento dello
Slayer, che viene inviato in una vecchia base oceanica della UAC, dove Samuel
Hayden (la cui coscienza si è scaricata nella tuta dello Slayer dopo che VEGA è
rimasto su Urdak) e informa l'eroe dell'obiettivo della missione: recuperare la
chiave per la camera del Serafino, ritenuto l'unico in grado di porre fine alla situazione.
Lo
Slayer recupera la chiave e, sopravvissuto
all'autodistruzione della struttura, raggiunge la parte sottomarina della stessa,
dove si trova la camera.
Appena
raggiunta quest'ultima, lo Slayer inserisce la chiave nel terminale Maykr lì
presente, attraverso il quale il Dr. Hayden scarica la sua coscienza nel corpo del Serafino,
affermando di essere lì per aiutare, "...come ha sempre fatto".
Rivelato quindi che Samuel Hayden è egli stesso il Serafino Samur Maykr, informa lo Slayer di aver saputo chi fosse fin dal primo momento, e di averlo sottoposto alla Divinity Machine per un preciso motivo: distruggere per sempre il Signore Oscuro dei demoni e la sua dimensione.
Adesso, in cambio dei doni che gli ha fatto, gli propone di offrire a sua volta qualcosa in cambio, "...servendo gli Dei ancora una volta".
Tornati
entrambi sull'Arca, il Serafino mostra però segni di malessere e afferma che anche per lui è iniziato il processo di "Trasfigurazione", per la cui interruzione ha bisogno dell'aiuto del Padre.
Ordina
perciò allo Slayer di recuperare la "Sfera Vitale del Padre" dal
Santuario di Ingmore (luogo dove tutte le Sfere Vitali dei Maykr giacciono dopo
la loro morte), posto sopra le Paludi Infernali.
Poiché
Samur Maykr non può seguire lo Slayer nel tragitto, in quanto è proibito ai
Maykr di accedere alla dimensione infernale, sarà il giovane Stagista dell'ARC a guidare lo Slayer attraverso le paludi.
Arrivato appena sotto il Santuario e completata la "Sfida di Maligog": ci si trova al cospetto appunto del Titano Maligog, che innalza lo Slayer fino al Santuario.
Samur gli chiede di raccogliere la Sfera Vitale del Padre, sostenendo che egli lo salverà, ma intravedendo strane intenzioni negli atteggiamenti del Serafino che si è fatto più incalzante e nervoso, stritola la Sfera Vitale del Padre distruggendola.
In questo modo il Padre non potrà avere nuovamente una forma fisica e, cosi facendo, accelera la trasfigurazione di
Samur Maykr che viene inevitabilmente condannato.
Si
scopre allora che il Padre, quando aveva forma fisica, aveva affrontato e
sconfitto suo figlio Davoth, ovvero il Dark Lord (Signore Oscuro dei Demoni), quando questi aveva iniziato una crociata di conquista di potere per
sopravvalere sul suo creatore.
Così
facendo egli aveva però condannato la sua dimensione, Jekkad, alla corruzione
trasformandola nell'Inferno che ora è.
Il
Padre però si era rivelato incapace di uccidere il proprio figlio, e si
era limitato solo a prelevarne la Sfera Vitale sigillando Urdak e le restanti
dimensioni per evitare che i demoni potessero invaderle, senza però riuscirvi a
pieno.
Lo
Slayer, intenzionato a eliminare tutti i demoni, ha quindi distrutto la Sfera
Vitale del Padre per evitare che questi gli impedisca di uccidere il Signore
Oscuro, ostacolandolo nella sua missione: se Davoth ha creato i demoni, scomparendo lui scompariranno anche loro.
Al Santuario lo Slayer raccoglie allora la Sfera Vitale del Dark Lord (uguale a quella del Padre in dimensione, ma di un colore rosso intenso) e torna sull'Arca.
Il personale a bordo fugge alla vista della Sfera Vitale di Davoth e lo Slayer ottiene solo l'aiuto del suo fedele Stagista, ora unico rimasto al suo fianco.
Egli comprende le vere intenzioni dello Slayer, (ovvero portare la Sfera Vitale del Dark Lord su Urdak, al Luminarium, dove potrà conferire una nuova forma fisica al suo peggior nemico, garantendosi perciò l'opportunità di ucciderlo definitivamente) ed apre quindi il portale per Urdak, incitando poi il suo idolo chiamandolo "Doomguy".
Su Urdak, presso il Luminarium, lo
Slayer si ritrova nuovamente davanti il Serafino, che ha subito violentemente il processo di Trasfigurazione e si tramuta in un essere demoniaco
alato.
La durissima lotta termina con lo Slayer vincente e quando questi si appresta a uccidere il suo ex
alleato, viene fermato dal Padre, presente ora solamente come entità
spirituale, che teletrasporta Samur Maykr in un posto ignoto, spiegando allo
Slayer che "...non serve che egli uccida il suo servo fedele".
Entrato
quindi nella Sala della Vita, lo Slayer consegna la Sfera Vitale in suo
possesso ai Serafini guardiani che iniziano il processo di
creazione del corpo.
Il
Padre, nel mentre, spiega allo Slayer che "...il Dark Lord è il più
potente tra tutti i demoni. Non è un semplice soldato, ma un vero guerriero, l'unico
che tutti i demoni temano davvero tra loro".
Non appena il processo è completato, si scopre che Davoth ha le stesse somiglianze dello Slayer, ne condivide il marchio sulla schiena e si differenzia per i suoi occhi rossi.
L'essere è quasi completamente tatuato con
simboli demoniaci e presenta un inserto metallico nel suo petto in cui si
intravede la sua Sfera Vitale.
Questa
sconcertante visione è accompagnata dalla voce del Padre che descrive il
Signore Oscuro allo Slayer con la frase: "Sei Tu, nel Loro mondo!".
Questo DLC, arrivato a fine 2020, si compone di 3 livelli.
The Ancient God 2
Il Capitolo riparte dalla frase del Padre, alla quale lo Slayer vorrebbe seguitare attaccando Davoth per ucciderlo, cosa però impossibile in quanto su Urdak, nel
Luminarium, lo spargimento di sangue è vietato.
Pertanto
l'incontro si conclude con il Dark Lord che attraversa un portale, dicendo allo
Slayer che se vuole ucciderlo dovrà recarsi ad Immora, la Capitale Infernale dove
Davoth lo aspetterà.
L'unico accesso conosciuto per la città infernale si trova sulla Terra, attraverso il Portale di Divum.
Per attivare il portale, però, è necessario recuperare un cristallo custodito dagli Spettri degli Antichi Dei all'interno della World Spear sul pianeta di Argent D'Nur.
Lo
Slayer torna quindi sul Pianeta delle Sentinelle, dove accende la fiamma della
Torcia dei Re per far conoscere a tutti i vecchi fratelli ancora liberi che
qualcuno ha intenzione di entrare nella World Spear.
Lo
Slayer incontrerà nuovamente il Comandante Valen che, finalmente in pace dopo
la liberazione dell'anima del figlio, cede allo Slayer il Martello delle
Sentinelle.
Entrato
nella World Spear, che si scopre essere una astronave aliena caduta sul pianeta moltissimi anni prima e liberati gli Spiriti degli
Antichi Dei dentro di essa, lo Slayer recupera il Cristallo, sorvegliato da 5 Spiriti dalle
sembianze Maykrs.
Lo Slayer si reca nuovamente sulla Terra attraversando una città
dove la natura ha riconquistato gli spazi distrutti dai demoni, fino ad un
laboratorio al cui interno si trova il Portale di Divum, utilizzato in passato
proprio dal Signore Oscuro come tramite tra il pianeta e l’Inferno.
Con esso lo Slayer arriva ad Immora, giusto in tempo per scoprire che le
Sentinelle, guidate dal Comandante Valen, hanno deciso di seguire lo Slayer ed
attaccare le truppe del Signore Oscuro liberandogli la strada.
Lo Slayer apre una breccia nelle mura della città che si presenta tecnologicamente avanzatissima e lo stesso Stagista si stupisce di come Immora non sia mai stata descritta per come realmente è: man mano che lo Slayer si avvicina al Signore Oscuro, si addentrerà sempre più in una città che presenta diverse analogie con Urdak, tanto da poter essere considerata come una sua copia a tutti gli effetti.
Dentro
il complesso, lo Slayer trova un portale che lo condurrà direttamente allo
scontro finale con il Signore Oscuro.
Durante lo scontro finale lo Slayer apprenderà di essere stato ingannato dal Padre e dal Serafino: contrariamente a quanto lo Slayer aveva sempre creduto, il vero creatore di tutto l'universo non è mai stato il Padre, ma Davoth in persona.
Immora
è la capitale del primo mondo, Jekkad, motivo per cui essa è l'unico mondo dal
quale era possibile accedere a tutti gli altri.
Anche
il Padre, quindi, è una creazione di Davoth, contro il quale si rivolterà fino
ad imprigionarlo nelle mura di Immora.
Si
intuisce, quindi, che la scomparsa improvvisa del Padre ad opera del Serafino era dovuta al timore della vendetta verso di lui da parte del vero creatore Davoth.
Samur all'epoca fuggì rifugiandosi sulla Terra e approfittando dell'alleanza stabilitasi tra demoni, Maykrs e UAC riuscì a far nascondere il suo corpo presso la base sotterranea, trasferendo il suo spirito in un esoscheletro metallico, auto-rinominandosi Samuel Hayden.
Con questo nuovo nome e forte delle conoscenze Maykr divenne uno scienziato tra i più preparati del mondo e con lo sviluppo delle sue tecnologie diede supporto al Padre trasferendone l'immensa memoria dentro la CPU di un super-computer su Marte che divenne una vera e propria A.I., a cui diede il nome di VEGA.
Il
tradimento del Padre e quindi delle creazioni di Davoth, ha determinato il
decadimento di Immora e del suo popolo, che in breve portarono alla trasformazione di Jekkad nell'Inferno.
Davoth,
desideroso di vendetta contro tutte le sue creature, si scaglia contro lo
Slayer, ma al termine di una lunga lotta il marine ha la meglio e lo uccide,
pronunciando le sue uniche parole in tanti anni.
Di fronte a Davoth morente che gli chiede se non gli dispiaccia uccidere il suo creatore, lo Slayer, togliendosi il casco e guardandolo negli occhi, risponde freddamente: “No", mentre trafigge e distrugge la sua Sfera Vitale.
Istantaneamente tutti i demoni al di fuori dell'inferno, in qualsiasi dimensione essi si trovino, di dissolvono nel nulla.
Tuttavia,
dato che anche lo Slayer è stato creato da Davoth, la morte di quest'ultimo ne determinerebbe la scomparsa; in realtà il lavoro fatto alla Divinity Machine impedisce all'eroe di dissolversi.
Questi, però, cade a terra perdendo i sensi e quando si risveglia si scopre imprigionato dai Maykrs in un sarcofago custodito nel Santuario di Ingmore, alla presenza degli Spiriti degli Antichi Dei che, evidentemente, conoscevano da sempre l’epilogo di tutta la Storia.
Lo
Slayer non è morto, ma soltanto immobilizzato e mentre il rituale attorno a lui
recita le parole: "...possa il sangue sulla tua spada non asciugarsi mai,
e possiamo noi non avere più bisogno ancora di te", il coperchio del sarcofago si richiude sopra il suo nuovo riposo forzato.
L'ultimo DLC di Eternal, uscito nel 2021, consta di 3 livelli più il livello finale dedicato al difficilissimo scontro con Davoth.
DOOM: THE DARK AGE (2025)
Molto
prima delle invasioni dell'Inferno su Marte e sulla Terra, le Sentinelle della
Notte di Argent D'Nur e i loro alleati, i Maykr, sono impegnati in una feroce
guerra con le forze dell'Inferno, alla ricerca del Cuore di Argent.
Il
Doom Slayer, che ha ricevuto i poteri dai Maykr, viene schierato per
contribuire a ribaltare la situazione a favore dell'umanità.
Tuttavia,
il Doom Slayer non combatte completamente di sua spontanea volontà, poiché il
suo maestro Kreed Maykr sopprime la sua mente con un dispositivo chiamato
Tether.
Nel
frattempo, il capo delle forze dell'Inferno, il Principe Ahzrak, si rende conto
che non vale la pena tentare di combattere direttamente il Doom Slayer e
concentra i suoi sforzi sulla ricerca del Cuore.
Ahzrak
trova finalmente il nascondiglio del Cuore e lo assalta, ma lavorando insieme, lo
Slayer e Re Novik riescono a ostacolare Ahzrak e a tenere il Cuore lontano
dalle sue mani.
Tuttavia,
Novik decide di tenere il Cuore per sé, non fidandosi completamente dello
Slayer o dei Maykr.
Ahzrak
guida quindi un contrattacco per circondare e distruggere le forze delle
Sentinelle prima che possano fuggire.
Kreed
si rifiuta di schierare lo Slayer per aiutarli, con l'intenzione di proteggersi;
non volendo vedere innocenti massacrati dai demoni, lo Slayer riesce a
liberarsi dal controllo del Legame su di lui, costringendo Kreed a rimandarlo
in battaglia, dove riesce a tenere a bada i demoni abbastanza a lungo da
permettere alle Sentinelle di fuggire.
Ahzrak
riesce a rubare il Cuore a Novik, ma è infuriato nel trovarlo vuoto e inutile.
Dopo
essere stato nuovamente ostacolato, Ahzrak si offre di stringere un'alleanza
con Kreed, che a sua volta teme che lo Slayer si rivolti contro di lui.
Nel
frattempo, lo Slayer tenta di rimuovere il Tether dalla sua armatura con scarso
successo e il Comandante Thira gli affida l'incarico di trovare la fonte di
energia del Cuore prima che ci riesca Ahzrak.
Thira
invoca un antico rituale per potenziare lo scudo dello Slayer, che si muove per
assaltare la fortezza di Ahzrak all'Inferno.
Nel
frattempo, Kreed tradisce le Sentinelle inviando una registrazione del rituale
di Thira ad Ahzrak, il quale si rende conto che Thira è in realtà la fonte di
potere del Cuore e ordina di catturarla viva.
Non
riuscendo a trovare Ahzrak, lo Slayer torna ad Argent D'Nur solo per vedere
Thira e Kreed catturati dai demoni.
Per
seguirli, egli risveglia un Antico e lo segue fino al suo mondo natale.
Tuttavia,
Kreed tradisce lo Slayer e Ahzrak riesce a sopraffarlo e sottometterlo.
Ahzrak
rivela che Thira ospita l'anima di uno Spettro e lo estrae per alimentare il
Cuore.
Invece
di seguire il consiglio di Kreed di uccidere lo Slayer, poiché quest'ultimo non
può morire permanentemente, Ahzrak lo lascia imprigionato mentre guida
l'assalto finale contro le Sentinelle.
Imprigionato
da un trio di Antichi, lo Slayer autodistrugge il Tether nella sua armatura,
uccidendo gli Antichi insieme a se stesso.
La
sua anima viene quindi inviata all'Inferno, dove combatte per tornare nel piano
mortale mentre il Comandante Valen lo resuscita con un rituale demoniaco.
Lo
Slayer uccide Kreed per il suo tradimento, e poi affronta nuovamente Ahzrak,
sconfiggendolo e liberando l'anima di Thira.
Ahzrak
fugge di nuovo all'Inferno, con lo Slayer e Thira che guidano una
controffensiva per eliminarlo una volta per tutte.
Lo
Slayer mette all'angolo e uccide Ahzrak, costringendo le sue forze a ritirarsi
e salvando Argent D'Nur.
In
seguito, i Maykr sconfessano le azioni di Kreed, mentre Novik e Valen
pianificano di epurare eventuali traditori rimasti tra loro.
Thira
raduna le Sentinelle, intimando loro di non riporre la loro fiducia nei Maykr,
ma in se stessi.
Nel
frattempo, lo Slayer si impossessa della nave di Kreed e la usa per continuare
la sua crociata contro l'Inferno.
Il gioco si compone di 22 livelli che, rinunciando all'estrema velocità ed al funambulismo dei salti di Eternal, plasma lo Slayer su forza bruta e solidità: niente più acrobazie ma molta più distruzione.
BENE, PARTIAMO DA QUI
Ora
che conosciamo le trame dei singoli capitoli, la domanda è: come si legano tra
loro?
Davvero
Doomguy del 1993 è lo Slayer del 2025?
Quella
base su Marte del 1993 che legami ha con quella del 2006?
E
perché Doom 3 e le sue espansioni non ci sono?
[…continua…]
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